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La Medicina Biointegrata (che si avvale appunto di bioterapie integrate quali l'omeopatia, la fitoterapia, l'agopuntura, l'educazione alimentare, le tecniche di rilassamento, l'ipnositerapia e altre metodiche naturali) è una forma medica che utilizza nuove vie terapeutiche, senza rinunciare all’apporto della medicina scientifica tradizionale, ma integrandola in modo coerente.

La Medicina Biointegrata, mette al centro l'uomo, con il suo corpo e i suoi sentimenti e, trattando il paziente nella sua globalità, propone di volta in volta il miglior trattamento per quella determinata persona in quel determinato momento.

Attraverso la Medicina Biointegrata, il Medico riesce a vedere il paziente con un'ottica diversa, a guardare maggiormente la persona che ammala e non la semplice malattia, e a dare un valore diverso anche al suo operato.

In tale contesto si amplifica positivamente il rapporto clinico medico/paziente, attraverso una metodica che non sostituisce assolutamente la medicina tradizionale, ma che costituisce uno strumento ulteriore da impiegare per avere conferme diagnostiche, per esplorare nuove prospettive e, dal punto di vista terapeutico, per utilizzare preparati (rimedi) senza effetti collaterali e controindicazioni rispetto ai farmaci tradizionali.

Spesso la medicina viene svolta in forme distinte, per aree di competenza, cultura, principi filosofici e metodi scientifici di base. La principale distinzione è tra la medicina convenzionale, di estrazione accademica e quella non convenzionale, alternativa. La differenza più evidente è che la prima, accademica, ha un linguaggio ed un corpo scientifico unico, mentre la seconda, naturale, ne è sprovvista (per essere nata in epoche e contesti diversi).
Ogni forma medica ha dei limiti, dei pregi e dei difetti: dove iniziano i limiti di una di esse possono altresì cominciare i vantaggi di un'altra; è importante dunque giungere ad una loro integrazione, tanto da usufruire del massimo vantaggio e ridurre al minimo i limiti. La necessità di trovare questo filo conduttore, tale da permettere questa integrazione, ha portato ad individuare nel costituzionalismo la chiave di lettura che permette la realizzazione di tale compito e nella Medicina Biointegrata l'ambito di studio e di applicazione di tale metodologia.
La definizione di un programma terapeutico scaturisce da una serie di passaggi diagnostici e verifiche cliniche, che permettono di acquisire maggiore sicurezza e tranquillità nella prescrizione. Le varie forme terapeutiche vengono rivalutate nell'ottica dell'integrazione ed assumono maggiore valore in termini di risultati in quanto creatrici di facili sinergie.

La Medicina Biointegrata (le Terapie Biointegrate) rientra nel programma terapeutico TIBodywork e viene eseguita dal Dr. Alessandro Rossi.

La fitoterapia rientra nell'ambito della Medicina Biointegrata.
Come per la divisione esistente tra medicina naturale e accademica, così in fitoterapia si tende a distinguere la tradizionale, empirica, dalla farmacologica, scientifica.
La fitoterapia tradizionale è basata su conoscenze empiriche, talora molto antiche e convalidate nel tempo dalla pratica clinica (basti pensare alla legge della "firma, o similitudine" di Paracelso).
La fitoterapia farmacologica è basata su recenti conoscenze scientifiche acquisite in laboratorio e si ritiene che l'azione di una pianta medicinale sia riconducibile ai suoi principi attivi, chimici, isolabili, purificabili e somministrabili estraendoli dalla pianta stessa, talora riproducendoli sinteticamente.
La frattura esistente tra i due tipi di fitoterapia è solo artificiosa e basata su idee preconcette. La sperimentazione scientifica molto spesso si basa su osservazioni empiriche e dimostra in laboratorio la validità di dati clinici acclarati dalla fitoterapia tradizionale. D'altro lato, la ricerca farmacologica applicata alla fitoterapia è molto giovane, non ha a disposizione che pochi dati in rapporto alla moltitudine di piante usate, per cui, se dovessimo fare affidamento solo ed unicamente ad essa, i mezzi fitoterapici utilizzabili sarebbero oggi molto limitati.
La medicina è una, per cui, nell'ambito di un processo d'integrazione, crediamo sia utile non dividere, ma unire le forze, in una sinergia d'azione sicuramente positiva; i due modi d'intendere non devono rimanere cristallizzati su sterili posizioni ma possono coniugarsi per creare un unico vantaggio.
Fra i più recenti modelli di fitoterapia vi è quella energetico-costituzionale nata in Francia con Requena, diffusasi in Italia con Di Stanislao, Paoluzzi, Iommelli, in Spagna con Bueno Cortes. Il modello nasce dall'integrazione tra l'impostazione costituzionalistica della M.T.C. (Medicina Tradizionale Cinese),. ed i moderni concetti di PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia). Tale modello trova ulteriore sviluppo e validazione nell'ambito della Medicina Biointegrata, tanto da ricevere importanti conferme ed autorevoli riconoscimenti sul piano clinico.

Bibliografia e articoli relativi:

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Pagina aggiornata il 04/12/2012
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