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postureLa postura è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale. In altre parole è il modo con cui reagiamo alla forza di gravità e comunichiamo.
Per quanto concerne l'ontogenesi della postura, essa richiama singolarmente l'evoluzione filogenetica. E' noto che la posizione intrauterina del corpo fetale è caratterizzata da una flessione di tutta la colonna vertebrale (cifosi spiccata). Questa postura viene mantenuta per un certo periodo di tempo anche dopo la nascita. A partire dalla sesta settimana di vita extrauterina il bambino, giacendo in posizione prona, inizia ad estendere il collo attivando la muscolatura posteriore del collo che così contrasta la forza di gravità.
Successivamente il bambino, assumendo la posizione seduta e deambulando "a quattro zampe" ("gattonando"), presenta ancora una notevole cifosi lombare associata ad una lordosi cervicale. In questa posizione egli impara a controllare il peso della testa con la muscolatura posta superiormente al cingolo scapolare. Solo successivamente si forma la lordosi lombare, cioè quando il bimbo inizia a fare i primi tentativi per rimanere in posizione eretta e quindi camminare.
A circa dodici mesi di vita si ha il passaggio graduale al bipodalismo ma la postura eretta nell'uomo diviene stabile a circa 6 anni, con la fisiologica formazione e strutturazione delle curve vertebrali (lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale). Ciò avviene grazie alla maturazione estero-propriocettiva del piede che è quindi il responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta. Contemporaneamente giungono a maturazione deglutizione e masticazione. Il completamento dello sviluppo della funzione posturale (sistema tonico posturale) avviene invece abitualmente verso gli 11-12 anni, in contemporanea alla stabilizzazione della funzione visiva sensoriale e motoria, e resta poi stabile sino a circa 65 anni.
La presenza delle curve rachidee aumenta la resistenza della spina dorsale alle forze di compressione secondo la formula: R (resistenza alla compressione) = N (numero di curve mobili) al quadrato + 1. Pertanto un rachide con tre curve mobili (lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale) offrirà una resistenza alla compressione 10 volte superiore (N = 3; R = 10) a quella di una colonna vertebrale rettilinea (N = 0; R = 1).
La formazione e l'accrescimento del sistema muscolo-scheletrico, connettivale e del piano occlusale (e quindi in seguito della dentatura) sono il risultato della complessa interazione tra patrimonio genetico e personale azione antigravitazionale dell'individuo. Alterate informazioni ambientali (terreni, scarpe, allattamento artificiale precoce con conseguenti difunzioni della lingua e quindi della deglutizione) e stili di vita inadeguati (sedentarietà, stress ecc.) nonchè problematiche organiche primarie (alterazioni di vista, vestibolo, viscerali) comportano normalmente posture errate e ben lontane dalla postura ideale.
Appoggiatevi con la schiena al muro, se l'apice posteriore del vostro gluteo, dorso e cranio non poggiano naturalmente ad esso, è davvero probabile che la vostra postura sia scorretta.
iperlordosi lombare e ipercifosi dorsale
A causa del terreno piano a cui si somma l'effetto negativo di eventuali scarpe inadeguate, il nostro organismo assume alterazioni posturali. Molto comune è la postura scorretta qui raffigurata in cui l'iperlordosi lombare è associata, di conseguenza, a ipercifosi dorsale e rettilinizzazione del tratto cervicale. Il muscolo ileopsoas, che determina la posizione del tronco, prende, in questo caso, punto fisso sulle vertebre lombari.
Il baricentro generale corporeo (centro di gravità: punto in cui si applica la risultante delle forze di gravità che agiscono nei diversi punti del corpo umano) risulta spesso posteriorizzato rispetto alla posizione corretta.
postura ideale
Postura ideale

Postura ideale: il baricentro generale del corpo (centro di gravità: punto in cui si applica la risultante delle forze di gravità che agiscono nei diversi punti del corpo umano) risulta allineato col baricentro della parte superiore del corpo (anteriore alle prime vertebre dorsali) ed è anteriore alla terza vertebra lombare.
Grazie all'ideale allineamento dei baricentri corporei, tutte le curve della colonna vertebrale risultano fisiologiche. Il muscolo ileopsoas, che determina la posizione del tronco, prende, in questo caso, punto fisso correttamente sui piccoli trocanteri.
L'asse o linea di Barrè nel piano sagittale (di profilo) passa da: regione pre-malleolare esterna, ginocchio, trocantere (anca), anteriormente al profilo posteriore lombare, circa metà torace, spalla, meato acustico, vertice del capo. Sul piano frontale (frontalmente) le linee o assi di Barrè dividono longitudinalmente in due emisomi (parti formate da 1/2 corpo) uguali e simmetrici il corpo con assi verticali a tale asse, in particolare, a livello bipupillare, delle spalle e delle ali iliache.
In realtà l'utilizzo di terreni e scarpe inadeguati e disfunzioni stomatognatiche sono in grado spostare il baricentro corporeo in posizione scorretta, con possibili ripercussioni a catena a livello muscolo-scheletrico e organico.
Avvicinare il più possibile il baricentro corporeo nella posizione ideale, rispettando le specifiche caratteristiche di ogni soggetto, è oggetto di studio della posturologia e deve essere l'obiettivo di un serio e completo programma di rieducazione posturale.
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Pagina aggiornata il 10/02/2008
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