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Glossario
Indice e descrizione dei termini e degli argomenti

A - B - C - D - E - F - G - I - L - M - N - O - P - R - S - T - U - V

A

Abduzione: movimento di allontanamento di un arto (o parte di esso) dalla linea mediana del corpo (opposto di adduzione).

Acufeni, acufene: sensazione uditiva soggettiva, consistente per lo più in ronzii, fischi e soffi, percepita in assenza dei medesimi stimoli sonori esterni.

Adduzione: movimento di avvicinamento di un arto (o parte di esso) alla linea mediana del corpo (opposto di abduzione).

Agonista: muscolo che contraendosi collabora col muscolo in questione nell'attuare un a determinata azione oppure sostanza in grado di aumentare l'effetto o di simulrae l'effetto di un'altra. Opposto di antagonista.

Anastomosi: dal greco anastomosis = unione di due bocche, indica pertanto la connessione di due vasi o nervi.

Angioma: tumori benigni dovuti a proliferazione displasica dell'endotelio dei vasi (arteriosi o venosi o linfatici o biliari) o delle cellule dei tessuti che circondano i vasi stessi. Sono pertanto agglomerati anomali con abnorme mescolanza di tessuti e presenza di una eccessiva quantità di strutture vascolari, in genere fra loro intrecciati irregolarmente. Viene definito emangioma se riguarda di vasi contenenti sangue, è di gran lunga il più frequente soprattutto sulla cute ed è spesso già presente alla nascita (sono le cosiddette "voglie"). I linfangiomi interessano i vasi linfatici, anch'essi di solito già presenti alla nascita, insorgono di norma in sedi con presenza di importanti strutture del sistema linfatico (labbra, lingua, regioni laterocervicali, ascellari e inguinali). Esistono varie tipologie di angiomi, che possono comunque variare col passare del tempo, a seconda di come si presentano dal punto di vista strutturale e morfologico: angiomi piani (le "voglie" cutanee di varie forme e dimensioni), angiomi tuberosi superficiali (formano una piccola rilevanza che interessa esclusivamente il derma di forma emisferica o simile a una fragola), angiomi stellari (costituiti da un punto rosso centrale leggermente sporgenti da cui si irradiano piccole teleangiectasie a forma di stella), angiomi sottocutanei o cavernosi (caratterizzati da cavità multiple e irregolari con vasi ematici solitamente maturi e con numerose malformazioni che possono contenere aree di linfangiomi, tessuto connettivo e adiposo), angiomi misti a due stadi (formati da un angioma sottocutaneo sormontato da un angioma tuberoso superficiale). La linfangiomatosi è una rara malattia caratterizzata da proliferazione multifocale del sistema linfatico che colpisce tipicamente soggetti giovani interessando vari organi tra cui polmone, fegato, la milza, ossa e pelle.

Angolo di Cobb: vedi Scoliosi.

Annessite (salpingovarite): stato infiammatorio degli annessi uterini (ovaie, salpingi o trombe uterine o tube di Fallopio e relativi legamenti).

Antagonista: in anatomia, organi o sistemi contrapposti funzionalmente (ad esempio i muscoli flessori ed estensori) o anatomicamente (ad esempio denti dell'arcata superiore e inferiore). Opposto di agonista.

Anteversione e Retroversione bacino: rispettivamente rotazione anteriore (con abbinato aumento della lordosi lombare) e posteriore (con concomitante diminuzione della lordosi lombare) sul piano sagittale della parte superiore del bacino.

Antropologia: (dal greco ànthropos = "uomo" e & lògos = nel senso di "studio") è la scienza che studia l'uomo in tutti i suoi aspetti, sia sociali e culturali che fisici. Viene pertanto tradizionalmente suddivisa in diverse discipline:
- Antropologia fisica (o "antropologia biologica"), che studia l'evoluzione delle caratteristiche fisiche degli esseri umani, la genetica delle popolazioni e le basi biologiche dei comportamenti della specie umana e dei suoi parenti più stretti, le grandi scimmie (primatologia); - Antropologia culturale (o "antropologia sociale" o ancora "antropologia socio-culturale", o, in un'altra variante, "antropologia filosofica"), che si occupa delle reti sociali, dei comportamenti, degli usi e costumi, degli schemi di parentela, delle leggi e istituzioni politiche, dell'ideologia, religione e credenze, degli schemi di comportamento nella produzione e nel consumo dei beni e negli scambi e nelle altre espressioni culturali.

Antropometria: L'antropometria è la scienza che si occupa di misurare il corpo umano nella sua totalità o nelle sue componenti, a fini statistici, a supporto dell'antropologia e della clinica. Si avvale di diverse tecniche di misura dello scheletro e del vivente tramite l'individazione di specifici punti di repere. Il rapporto fra due misurazioni viene definito indice e fornisce informazioni utili per la definizione del morfotipo. Vedi anche Biometria.

Aplasia (agenesia): congeniti assenza o arresto di sviluppo di un tessuto o organo.

Aponeurosi (Aponevrosi): membrana o fascia fibrosa che avviluppa uno o più muscoli. L'aponeurosi superficiale palmare della mano e plantare del piede rappresenta il tratto centrale della fascia, rispettivamente, palmare e plantare (immagini: aponeurosi plantare).

Apoptosi: morte cellulare programmata che, in condizioni normali, contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema.. Si tratta pertanto di un processo diverso dalla necrosi cellulare.

Arco o Volta: in tecnica costruttuva è una struttura in cui gli elementi costituenti sono disposti in modo da scaricare lateralmente il peso applicato ai fini della riduzione dello sforzo flessorio.

Argano: macchina per sollevare e calare grandi pesi per mezzo di tiranti che si avvolgono intorno a un cilindro rotante. Il mecanismo dell'argano entra in funzione nel piede durante la fase propulsiva della deambulazione (immagine).

Articolazione (Giuntura): insieme delle parti terminali di due o più ossa, mantenute in rapporto reciproco da mezzi legamentosi, cui sono permessi movimenti di vario tipo e grado. In base alle possibilità di movmento sono classificate in diartrosi (mobili con presenza di cartilagine e capsula articolare), anfiartrosi (poco mobili, sinfisi) e sinartrosi ("immobili" o in realtà con movimenti minimi). Immagine 1 - Immagine 2.
La capsula articolare è un manicotto di tessuto connettivo e fibroso, con all'interno la membrana sinoviale, che avvolge determinate articolazioni (diartrosi) mantenendo in posizione e consenntendo il fisiologico movimento dei capi articolari. Nel tessuto della capsula articolare sono presenti propriocettori. All'interno della capsula articolare è presente il liquido sinoviale (sinovia), liquido viacoso giallastro contenuto di norma in piccole quantità (che aumenta in caso di processo infiammatorio), che origina dalla membrana sinoviale e dal sangue e ha funzione lubrificante facilitando così lo scorrimento dei capi articolari. La capsula articolare può formare legamenti e borse sierose articolari.

Artropatia: qualsia patologia riguardante l'articolazione.

Artrosi: artropatia, di norma cronica e a carattere evolutivo, caratterizzata da alterazione delle superfici articolari cartilaginee (assottigliamento con conseguente restringimento della rima articolare, fissurazione, ulcerazioni che mettono a nudo l’osso subcondrale), osteofiti marginali (uncoartrosi o uncartrosi per ossificazione di cartilagine e inserzioni capsulari), osteosclerosi subcondrale (zone di addensamento osseo, maggiormente radio-opache, corrispondenti a zone di maggior sovraccarico), cavita pseudocistiche o geodi (piccole cavità delle dimensioni di 1 chicco di riso contenenti liquido mucoide, frammenti cartilaginei, ecc.), alterazioni della membrana sinoviale (iperemia, ipertrofia, ispessimento dei villi ecc,), alterazioni della capsula (edema, ispessimento, fibrosclerosi). Sintomi fondamentali sono limitazione funzionale e dolore locale (perlopiù a freddo, es. al mattino, e dovuto a tensioni/irritazioni di capsula aticolare, tendini e peiostio). Nelo stadio più avanzato si ha completa deformazione dei capi articolari (artrosi deformante). Una corretta postura (statica e dinamica) assume un ruolo di primo piano nella prevenzione dell'artrosi - immagine artrosi.

Asse di gravità (linea gravitaria): linea che unisce il centro di gravità del corpo con il centro della terra ovvero la verticale al suolo che passa per il centro di gravità. Immagine (G = asse gravitario, M = asse mecanico, A = asse anatomico, C.G. = centro di gravità).

Attrito: resistenza che incontrano i corpi nel muoversi gli uni su o contro gli altri.

IndiceB

Bacino antiverso: bacino ruotato in senso orario sul piano sagittale (opposto di bacino retroverso).

Bacino retroversoo: bacino ruotato in senso antiorario sul piano sagittale (opposto di bacino antiverso).

Baricentro (Centro di gravità): punto in cui si applica la risultante delle forze di gravità che agiscono nei diversi punti di un corpo (vedi baricentro corporeo).

Biomeccanica: disciplina che studia l'applicazione delle leggi della meccanica in fisiologia.

Biometria: (dal greco bìos = "vita" e metros = "conteggio" o "misura") è la scienza che ha come oggetto di studio la misurazione delle variabili fisiologiche e comportamentali tipiche degli organismi, attraverso metodologie matematiche e statistiche. I dati biometrici di un essere umano sono derivabili dalla misurazione di varie caratteristiche del corpo o del comportamento. Vedi anche Antropometria.

Bolo (alimentare): piccola massa di cibo mista a saliva, che si forma tramite la masticazione, pronta per essere deglutita. Lo stomaco riceve, durante il pasto, numerosi boli alimentari.

Borsa (sierosa): cavità chiusa o aperta contente un viscere o liquidi organici. La borsa sierosa è una sacca contenente liquido sinoviale, situata nelle articolazioni e posta tra ossa e tendini e/o muscoli. La sua infiammazione è la borsite (immagine).

Bronco, bronchi: ultimo tratto delle vie respiratorie inferiori che dalla biforcazione della trachea va al tessuto polmonare. Tale biforcazione, che avviene all'altezza della IV vertebra toracica, forma i bronchi principali destro e sinistro situati nel mediastino fra i due polmoni. Dopo essere penetrati nei polmoni, tramite gli ili, si ramificano in più canali di sezione decrescente (albero bronciale) fino a formare i bronchioli. Qualunque forma di infiammazione della mucosa dell'albero bronchiali viene definita bronchite. (Immagine).

Bruxismo: digrignamento dei denti durante il sonno e loro serramento durante la veglia. In forma modificata si manifesta come eccessiva tendenza a masticare (chewing-gum, caramelle ecc.) o mordere (penna, pipa ecc.). Lo sforzio sostenuto dalle gengive e dagli alveoli è in grado di causare irritazioni e infammazioni associate a modificazioni srutturali ossee e quindi parodontopatie. Il bruxismo rientra nella categoria delle parafunzioni.

IndiceC

caloria o piccola caloria (cal): rappresenta la quantità di nergia necessarria a innalzare la temperatura di 1 grammo di acqua distillata, a livello del mare, da 14,5 a 15,5 gradi centigradi. In campo nutrizionale si utilizza perlopìù la grande caloria o chilocaloria (Cal, Kcal), pari a 1000 piccole calorie, per indicare l'apporto energetico di un alimento. Tale apporto può essere misurata bruciando l'alimento, in presenza di ossigeno, all'interno di uno specifico strumento (calorimetro). 1 Kcal (kilocaloria) = 1 Cal = 4,184 kj (kilojoule).

Campo (di forze): in fisica si definisce "campo" o "campo di forze" qualunque porzione dello spazio in cui esiste, in tutti i punti di esso, una forza in grado di agire su una particella. Essendo la forza una grandezza vettoriale anche il campo lo sarà. Un campo si definisce uniforme se i suoi valori e caratteristiche sono costanti nello spazio, stazionario se sono costanti nel tempo altrimenti si definisce variabile (nello spazio e/o nel tempo). Inoltre, un campo è conservativo se le forze in esso agenti sono conservative ossia compiono un lavoro nullo per spostare un corpo lungo un qualsiasi percorso chiuso ossia di circuitazione (il lavoro necessario alle forze per spostare un corpo da un punto A a un punto B è uguale e di segno opposto a quello necessario per riporate il corpo in A, indipendentemente dalla traiettoria seguita); esempi di campi conservativi sono il campo gravitazionale (newtoniano), il campo elettrostatico (coulombiano) e il campo elastico dell'oscillatore armonico. La conseguenza diretta della conservatività di un campo è l'esistenza dell'energia potenziale. Le linee di forza o di campo sono linee immaginarie tangenti al campo vettoriale in ogni suo punto e i cui versi indicano il verso del campo. Una linea di campo o di forza ha quindi per tangente in ogni suo punto la direzione del campo stesso e per ogni punto del campo passa una sola linea di forza. Le linee di forza o di campo rappresentano una rappresentazione grafica in grado di fornire, in maniera immediata, un'informazione complessiva su come è distribuito il campo vettoriale.

Campo elettrico: qualunque regione dello spazio che presenta cariche elettriche ed è pertanto perturbata dalle forze elettriche agenti su di esse. Le cariche responsabili di questa deformazione dello spazio si definiscono sorgenti del campo elettrico. Il campo è generato dalle cariche sorgenti che agiscono mediante forze su altre cariche elettriche presenti nel campo e viceversa; il campo elettrico rappresenta l' "intermediario" tra le cariche. Il campo elettrico è presente in tutti i punti indipendentemente da ciò che è ulteriormente presente in esso (vuoto, aria, acqua, altri corpi ecc.). Il campo non presenta confini definiti nello spazio fisico e i suoi effetti tendono a diminuire fino ad annullarsi man mano che ci si allontana dalle sorgenti. Il campo elettrico è determinato in ogni punto dalla grandezza vettoriale E, caratterizzata quindi da una intensità, una direzione e un verso corrispondenti a quelli della forza elettrica che agisce su un'unità di carica positiva posta in quel punto. Se in punto del campo elettrico viene posta una carica elettrica qualsiasi (q), essa subirà una forza F = q x E concorde con il campo se q è positiva, discorde se q è negativa; pertanto l'unità di misura del campo elettrico è il Newton (N) / Coulomb (C). Le superfici equipotenziali (formate da tutti i punti di un campo elettrico che presentano lo stesso valore di potenziale) e le linee di forza forniscono una rappresentazione visibile del campo elettrico. Le linee di forza sono rappresentazioni grafiche che forniscono, in maniera immediata, un'informazione complessiva di come è distribuito il campo elettrico nello spazio (la tangente alla linea di forza in un determinato punto indica la direzione del vettore campo elettrico in quel punto, la freccia ne indicano il verso e lo spessore della linee è proporzionale all'intensità). La direzione del campo elettrico punta sempre verso le zone a potenziale più basso; la carica elettrica positiva si muove spontaneamente (ossia aumentando l'energia cinetica a spese dell'energia potenziale) verso zone a potenziale minore (si muove nel verso delle linee di forza del campo), la carica negativa verso zone a potenziale maggiore (aumenta l'energia cinetica a spese della potenziale muovendosi in senso contrario alle linee di forza del campo). Se il campo elettrico è generato da cariche elettriche sorgenti statiche si definisce campo elettrostatico ed è un campo conservativo.

Carica elettrica: proprietà della materia che, come tale, si manifesta attraverso l'esercizio di forze a distanza ossia in assenza di diretto contatto dei corpi. La carica elettrica si può presentare in forma positiva (+) o negativa (-). La presenza di due diversi tipi di cariche rende la forza elettrica peculiare in quanto essa può risultare attrattiva o repulsiva: due cariche dello stesso segno si respingono, cariche di segno opposto si attraggono. Corpi carichi elettricamente interagiscono fra di loro tramite forze di tipo elettrico pertanto attraendosi o respingendosi. Su due corpi puntiformi elettricamente carichi, fermi e posti nel vuoto, agisce una forza, diretta lungo la loro liena congiungente, direttamente proporzionale al prodotto delle loro cariche e inversamente proporzionale al quadrato della distanza fra essi (legge di Coulomb). Tutte le cariche misurate in natura sono multiple intere di un valore di base, definito "quanto di carica" o "carica fondamentale": e = 1.60217653 × 10-19 C (coulomb). La legge di conservazione della carica" stabilisce che la carica elettrica non può essere né creata né distrutta. Pertanto, in base a questa legge, la variazione di carica all'interno di un determinato volume può avvenire solo mediante una corrente elettrica che fluisce attraverso la superficie di separazione volume-ambiente esterno (se il flusso è entrante la carica all'interno del volume cresce, se il flusso è uscente la carica decresce).

Cartilagine (tessuto cartilagineo): particolare tessuto connettivo senza vasi e nervi (si nutre solo per diffusione e imbibizione) che forma la maggior parte dello scheletro fetale ed è presente nell'adulto nelle superfici articolari dell'osso (il suo consumo rientra nel quadro dell'artrosi) e in alcune formazioni tubulari (laringe, trachea, bronchi, padiglione auricolare, naso ecc.). Gli stessi dischi intervertebrali sono strutture fibro-cartilaginee. La cartilagine articolare poggia sull'osso subcondrale e si presenta liscia, color madreperla ed elastica al tatto. Le cellule che la costituiscono, condrociti, sono immersi in una matrice extracellulare ad alto contenuto acquoso (fino al 80% del totale) formata da proteine (collagene e proteoglicani). La straordinaria resistenza del tessuto cartilagineo è tale da resistere, di norma, a circa 80 anni di ripetute sollecitazioni.

Catena cinetica o (cinematica): successione di segmenti collegati fra loro in modo che il moto di uno determini univocamente il moto degli altri. Dicesi "chiusa" quando il segmento periferico è in rapporto con le forze esterne (ambiente).

Cibernetica: scienza dell'assimilazione, elaborazione e utilizzazione dell'informazione.

Cifosi: curvatura della colonna vertebrale, sul piano sagittale, con concavità anteriore tipica del tratto dorsale. L'ipercifosi è una cifosi con curvatura superiore all'ambito fisiologico (angolo di Cobb al di sopra dei 45°-50° per il tratto dorsale), la rettilinizzazione corrisponde invece a una curvatura di grado inferiore al fisiologico (es. dorso piatto con angolo di Cobb inferiore ai 20-25°). La curvatura opposta e la lordosi (iperlordosi). Approfondimento. Immagine.
La cifosi dorso-lombare, detta anche cifosi "lunga" o "estesa", coinvolge anche vertebre inferiori alla XII dorsale (scende oltre la giunzione dorso-lombare) includendo nel tratto cifotico le prime vertebre lombari. La colonna dorsale nella sua parte media e superiore tende al dorso piatto e può abbinarsi a iperlordosi lombare. La maggiore rigidità è localizzata nelle vertebre dorsali interessate dalla deformazione. La cifosi dorso-lombare predispone a rachialgie già in fase adolescenzuiale che, se non si effettua un'adeguata rieducazione posturale, si inaspricono nel tempo per gli esiti di natura degenerativa. Immagine.

Cinematica: parte della meccanica che studia il moto in se stesso, senza considerare le forze che lo producono o che lo modificano (a differenza della cinetica).

Cinetica: parte della meccanica che studia il moto e le forze che lo producono o modificano (a differenza della cinematica).

Cìngolo (cintura): insieme di ossa che, disposte ad arco, costituiscono la base di sostegno degli arti (es. cìngolo scapolare, cìngolo pelvico). È detto cìngolo anche il fascio di fibre nervose che collegano il lato frontale al lobo temporo-occipitale decorrendo nella grande circonvoluzione limbica.

Cisti sinoviale: la cisti sinoviale è una tumefazione ("sacchetto") di natura non tumorale ripiena di liquido sinoviale (liquido “lubrificante” che si trova all’interno delle articolazioni e nelle guaine dei tendini). Spesso, infatti, la cisti rappresenta il risultato del persistente accumulo di una eccessiva quantità di liquido nell'articolazione o nella guaina tendinea, dovuto a fenomeni di tipo infiammatorio. L'aumento di pressione derivante “sfianca” la parete dell’articolazione o della guaina tendinea, che si “gonfia” verso l’esterno formando la cisti. Le loro dimensioni possono variare nel tempo (i base alla quantità di liquido contenuto) e a volte possono scomparire (transitoriamene o definitivamente). Le cisti possono essere dolorose, specialmente dopo uno sforzo. Si tratta di un disturbo estremamente comune.
Le cisti sinoviali che si formano nel cavo popliteo (parte posteriore del ginocchio) sono comunemente definite Cisti di Baker.

Climaterio: periodo di cambiamenti fisiologici graduali che precede e accompagna la menopausa, per le donne, e l'andropausa negli uomini.

Colloide (sistema o sostanza colloidale: i colloidi sono sistemi bifasici in cui le particelle finemente disperse nella fase continua (particelle colloidali) possiedono un diametro compreso tra 1 nm (10-9 m) e 1 µm (10-6 m) ossia intermedio rispetto a quello delle soluzioni omogenee (inferiore a 1 nm) e delle sospensioni eterogenee (superiore a 1 µm). Esistono tre tipi di soluzioni colloidali: sol (particelle colloidali solide in fase liquida, es. albume d'uovo crudo), gel (parti colloidali liquide in fase solida, es. albume cotto) e aerosol (particelle colloidali liquide o solide in fase gassosa, es. nebbia).

In elettrotecnica, il condensatore o capacitore rappresenta un componente essenzialmente composto da due conduttori (definiti piastre o armature) isolati fra di loro ossia separati da un mezzo isolante o dielettrico (spazio vuoto, liquido, solido o gassoso). Il condensatore presenta la capacità di immagazzinare energia elettrica al loro interno, se sottoposto a una tensione continua, o da "filtro passa-alto" di frequenza in regime di corrente alternata. Quando il condensatore viene collegato ad un generatore di tensione continua (regime DC), il polo positivo del generatore attira elettroni dall'armatura a cui è collegato, quest'ultima pertanto si caricherà positivamente, mentre l'altra armatura attrae elettroni dal polo negativo del generatore caricandosi così negativamente. La differenza di potenziale tra le armature aumenta, a una velocità inizialmente massima per poi decrescere man mano che il condensatore si carica, fino a raggiungere la stessa tensione del generatore (condensatore carico). All'interno del condensatore carico si genera un campo elettrico pari alla somma dei campi elettrici generati dai due poli (+ e -), all'incirca uniforme, con linee di forza parallele di densità uniforme che vanno dalla piastra positiva a quella negativa. La tensione (la carica elettrica) e quindi il campo elettrostatico generato vengono mantenuti anche se si scollega il condensatore dall'alimentatore. Idealmente il condensatore può conservare la carica e l'energia accumulata all'infinito se isolato (ovvero non connesso ad altri circuiti). Le cariche opposte presenti sulle armature si attraggono ma non possono incontrarsi a causa dell'isolante. Pertanto dopo la carica del condensatore (che avviene di solito in brevissimo tempo), non circola corrente al suo interno; il circuito interrotto dall'isolante si comporta quindi al pari di un circuito aperto. In regime DC, il condensatore corrisponde in meccanica a una molla che immagazzina l'energia sotto forma di energia potenziale elastica. Se le armature vengono collegate tra di loro per mezzo di una resistenza, avviene la "scarica" del condensatore tramite un processo inverso alla carica. L'immagazzinamento dell'energia (carica) e la scarica avviene in un tempo caratteristico prevedibile e dipendentente dalla natura e dalla geometria del condensatore. L'attitudine del condensatore a immagazzinare energia elettrica, definita capacità (C), oltre a dipendere dal tipo di dielettrico interposto, è direttamente proporzionale alla superficie delle armature e inversamente proporzionale alla loro distanza. L'unità di misura della capacità è il Farad (F) di cui, essendo un valore molto elevato, si utilizzano solitamente i sottomultipli microFarad, nanoFarad e picoFarad. La quantità di carica (Q), misurata in coulomb, immagazzinata da un condensatore è pari al prodotto fra la capacità (C) e la differenza di potenziale o tensione (V) applicata alle armature: Q = C x V . Se il condensatore viene aottoposto a una tensione alternata (regime AC o sinusoidale), caricandosi e scaricandosi continuamente, presenta un comportamento diverso da quello in regime DC. In tal caso, infatti, esso si comporta da filtro passa-alto, consentendo il passaggio delle sole alte frequenze (con periodo dell'onda sunsoidale inferiore al tempo di carica del condensatore): a parità di tensione alternata applicata, maggiore è la frequenza, maggiore è la corrente che passa attraverso di esso. Viene così definita la reattanza capaciva (Xc), misurata in ohm, inversamente proporzionale alla frequenza (f) e alla capacità (C) e pari a 1 / 6,28fC. L'intensità di corrente (I) che attraversa un condensatore sottoposta a una tensione (V) è pari a: I = V / Xc . Ciò rappresenta la legge di Ohm applicata ai condensatori. La presenza della reattanza capacitiva (e quindi dell'impedenza) determina uno sfasamento: la corrente che attraversa il condensatore è 90° in anticipo rispetto alla tensione applicata. Il potere selettivo in frequenza del condensatore ne motiva l'uso nei filtri e nei circuiti oscillanti. Come i resistori e gli induttori, anche i condensatori possono essere collegati in serie o in parallelo al fine di ottenere valori specifici: l'inverso della capacità totale di più condensatori in serie è pari alla somma degli inversi delle singole capacità, mentre la capacità totale di più condensatori in parallelo è uguale alla somma delle singole capacità.

conduttore elettrico: corpo che facilita il passaggio al suo interno della corrente elettrica. I conduttori di prima specie o classe sono caratterizzati dalla presenza di elettroni liberi nell'orbita di valenza degli atomi che li costituiscono (es. metalli). Nei conduttori di seconda specie o classe sono invece gli ioni a condurre al loro interno la corrente elettrica, grazie al loro movimento (es. soluzioni saline). Un conduttore presenta quindi un comportamento opposto a quello di un isolante (dielettrico). In un conduttore è costante il rapporto tra la differenza di potenziale o tensione (V) ai suoi estremi e l’intensità della corrente che lo attraversa. Tale rapporto rappresenta la resistenza elettrica: R = V / I (prima legge di Ohm). La presenza della resistenza elettrica (R) nei conduttori produce quindi una riduzione dell'intensità di corrente (I) che riesce a circolare e una perdita di energia (P) sotto forma di calore (Q): P = R x I 2 (effetto Joule). In linea generale non esistono materiali a resistenza nulla o infinita. Nei conduttori la resistività aumenta con la temperatura in quanto l'incremento dell'agitazione termica disordinata degli elettroni ostacola il fluire ordinato della corrente. Nei semiconduttori, materiali, di cui i più noti sono il silicio e il germanio, con resistività intermedia tra quella dei conduttori e quella degli isolanti, la resistività dimuisce a temperature maggiori in quanto aumenta la probabilità di rottura dei legami di valenza degli elettroni più esterni (che non sono liberi come nei conduttori). Una ristretta gamma di materiali (es. perovskiti, cuproceramiche), definiti superconduttori, manifestano un'improvvisa e totale caduta della resistività se raffreddati a temperature inferiori alla loro temperatura di transizione nello stato di superconduzione (temperatura critica). Tale temperatura critica è tipica per ogni materiale superconduttore. La condizione di superconduzione permane se le condizioni che la inducono sono mantenute e l'assenza di resistività si accompagna all'espulsione del campo magnetico dall'interno del conduttore.

Corpo di Hoffa: cuscinetto adiposo posto sotto il legamento rotuleo (prolungamento del tendine del muscolo quadricipite esteso dalla rotula fino alla tuberosità tibiale) che impedisce gli attriti tra il legamento stesso e la cresta tibiale.

Corrente elettrica: qualsiasi flusso ordinato di cariche elettriche. L'intensità di corrente è la carica elettrica che attraversa una sezione di un circuito elettrico nell'unità di tempo; la sua unità di misura è l'Ampère (A).

Creep (creeping): deformazione a carico costante, quando un corpo posto rapidamente sotto tensione costante continua a deformarsi.

Cute (pelle): tessuto epiteliale che ricopre tutto il corpo e che si continua con le mucose delle cavità fisiologiche (degli apparati digerente, respiratorio, urogenitale ecc.). Si compone di tre strati principali: epidermide (strato esterno, di origine ectodermica), derma (tessuto connettivo) e ipoderma (pannicolo adiposo sottocutaneo). La cute svolge numerose funzini fisiologiche: importante organo sensoriale, per la presenza di numerosissimi recettori sensoriali, organo escretore, tramite le sue ghiandole sudoripare, in cooperazione con l'apparato urinario, organo protettore da agenti chimico-fisici e regolatore dell'omeostasi fisiologica.

IndiceD

Dalton (Da): unità di massa atomica unificata (u), definita anche amu (atomic mass unit), corrispondente alla dodicesima parte della massa di un atomo di carbonio 12. Un atomo di idrogeno ha una massa circa pari ca. a 1 u.

De Quervain (sindrome o malattia o morbo): detta anche sindrome del mouse, infiammazione della guaina di rivestimento (tenosinovite) dei tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice della mano, nel punto di passaggio sul processo stiloideio del radio. Questi due tendini decorrono molto vicini e formano uno dei margini della fossetta alla base del pollice, detta "tabacchiera anatomica". L'infiammazione aumenta lo spessore della guaina (tumefazione) restringendo lo spazio (stenosi) a disposizione per lo scorrimento dei tendini, il cui attrito crea dolore. Prende nome da Fritz De Quervain, ortopedico svizzero che la descrisse nel 1895. Immagine.

Dermatomero: area cutanea fornita di fibre sensoriali provenienti da un singolo nervo spinale.

Dismetria: in ambito fisiologico rappresenta l'attivazione disfunzionale di gruppi muscolari simmetrici. Risulta di norma più evidente a livello degli arti inferiori presentandosi come una falsa eterometria spesso concomitante a una rotazione del bacino che tende a invertirsi dalla posizione sdraiata a quella seduta (verificando l'allineamento tra i margini sovra e sottorotulei di destra e sinistra). Relativamente agli arti, rappresenta quindi una differenza di lunghezza funzionale (falsa, apparente) e non anatomica (reale)

Dismorfismo: i dismorfismi sono alterazioni morfologiche scheletriche comportanti, a differenza dei paramorfismi, modificazioni strutturali.

Distale: più lontano rispetto alla linea mediana del corpo (opposto di prossimale).

Dorso piatto (ipocifosi dorsale, straight back syndrome): alterazione della colonna vertebrale in cui la normale curva convessa dorsale (cifosi dorsale) risulta diminuita sensibilmente (angolo di Cobb inferiore ai 20-25°, mentre al di sopra dei 45°-50° Cobb si definisce ipercifosi dorsale), annullata o addirittura invertita (dorso concavo); l'apice dorsale è pertanto di difficile individuazione. Il torace è anch'esso piatto e con una notevole riduzione del diametro antero-posteriore (“torace a sogliola”). Le spalle risultano larghe, cadenti posteriormente e con le scapole alate. La colonna vertebrale dorsale si situa in una incavatura e il tratto cervicale, poggiandosi su vertebre eccessivante orizzontalizzate, rettilinizza o, nei casi peggiori, cifotizza la sua normale curva lordotica. Al dorso piatto si abbina un malposizionamente del bacino sul piano sagittale, in genere in retroversione. Il dorso piatto risulta di norma rigido nei movimenti fatta eccezione dell'estensione (flessione posteriore). La sindrome da schiena dritta (straight back syndrome) può essere caratterizzata, dal punto di vista cardiovascolare, da alterazioni per compressione asintomatica del cuore e dei grossi vasi (soffio sistolico e sdoppiamento del II tono sul focolaio della polmonare o sulla margino-sternale sinistra, III spazio). Risulta pertanto determinante un'adeguata rieducazione posturale. Immagine.

IndiceE

Edema: accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell'organismo. L'edema può interessare una determinata zona corporea (es. problematiche circolatorie degli arti inferiori o infiammazioni cutanee) o estendersi a tutto l'organismo (anasarca). L'edema è una conseguenza tipica dell'infiammazione ma può derivare anche da insufficienza renale, scompenso cardiocircolatorio, cirrosi epatica ecc. I termini idropisia e idrope (sinonimi di edema) indicano un'incontrollata diffusione sierosa in una cavità corporea (in genere quella peritoneale).

Ecografia (ecotomografia): sistema di indagine diagnostica medica che si basa sul principio dell'emissione di eco e della trasmissione delle onde ultrasonore. Tali onde sono generate da un cristallo piezoceramico inserito in una sonda (trasduttore) mantenuta a diretto contatto con la pelle della parte del corpo da esaminare con l'interposizione di un apposito gel (che ha la funzione di eliminare l'aria interposta tra sonda e cute permettendo agli ultrasuoni di penetrare); la stessa sonda raccoglie il segnale eco di ritorno, che viene opportunamente elaborato da un computer. La frequenza degli ultrasuoni utilizzati è compresa tra 2 e 20 MHz: onde ultrasonore con frequenze maggiori consentono immagini con risoluzione più alta ma penetrano meno in profondità nei tessuti. Le onde ultrasonore si propagano come quelle generate da un sasso gettato nell'acqua e come queste tornano indietro se trovano ostacoli che nel corpo umano sono rappresentati dagli organi interni i quali, avendo forma e composizione peculiare, rimandano gli echi in maniera diversa. Gli ultrasuoni viaggiano molto bene nell’acqua, meno nei solidi mentre si disperdono nell'aria in tutte le direzioni. Pertanto organi pieni di gas, come i polmoni, non possono essere studiati con l’ecografia, lo stesso intestino, che di norma contiene gas, non si presta ad uno studio completo con l’ecografia (inoltre trovandosi davanti ad altri organi può condizionarne l'analisi se non liberato precedentemente il più possibile dai gas con ditea, farmaci ecc.), mentre lo stomaco è visibile solo in parte. Le ossa sono totalmente riflettenti, una cisti piena di liquido risulta trasparente. L'esame ecografico risulta invece idoneo per lo studio di organi compatti quali muscoli, tendini, fegato, milza, pancreas, utero, tiroide ecc., e organi con cavità piene di liquidi come cuore, reni, vescica (se piena di urina) nonchè il nascituro (racchiuso nel sacco amniotico). L'ecografia è utilizzata in ambito internistico, chirurgico e radiologico e viene anche considerata come esame di base o di filtro rispetto a tecniche di Imaging più complesse come TAC, risonanza magnetica (RMN), angiografia. Non comporta alcun fastidio o dolore durante l'esecuzione, non si serve di radiazioni ionizzanti come i (raggi x) e non richiede normalmente elaborate preparazioni. L'ecografia è operatore-dipendente, pertanto per eseguirla occorrono capacità , preparazione ed esperienza clinica. Si ritiene che non abbia effetti collaterali. Immagine ecografia spalla.

Elasticità (deformazione elastica): proprietà di materiali solidi o fluidi di deformarsi sotto l'azione di una forza esterna riacquistando la forma originale al cessare della forza deformante.

Elettrolita: in chimica, sostanza che si dissocia in ioni se disciolta in acqua o altro solvente e pertanto in grado di condurre elettricità (conduttore ionico). Nei liquidi organici sono rappresentati da sali, acidi e basi.

Elica a passo variabile: elica nella quale l'angolo che le pale formano con il piano di rotazione (angolo di calettamento) non è costante. Il piede si comporta, dal punto di vista biomeccanico, come un'elica di questo tipo.

Ematoma: raccolta emorragica più o meno cospicua di sangue che, fuoruscito dal sistema circolatorio, si localizza in un tessuto o in una cavità dell'organismo dissociandosi da essi e distendendoli. La causa più frequente è un trauma tale da rompere i vasi sottocutanei. In tal caso, il sangue dell’ematoma va di solito incontro a coagulazione e viene presto delimitato dalla reazione riparativa dei tessuti circostanti, mentre in superficie si assiste, nell’arco di alcuni giorni, alla comparsa del livido o ecchimosi (variazione di colore della cute dal rosso scuro al blu violaceo al giallo-verdastro). L'ematoma può essere causato anche da meccanismi non traumatici: processi degenerativi dei vasi (arteriosclerosi, aneurismi, infezione, tumori), disordini della coagulazione ematica (piastrinopenia, emofilia) e terapie con anticoagulanti. L'ematoma può interessare ogni struttura corporea e la sua gravità è legata sia alla grandezza sia alla sede in cui si sviluppa. L'ematoma di norma si risolve spontaneamente (la raccolta ematica coagula e viene lentamente riassorbita). Talvolta nella sua risoluzione l'ematoma evolve in una fibrosi dei tessuti, accompagnata spesso da calcificazioni patologiche, particolarmente fastidiosa a livello muscolare e sottocutaneo. Quando invece l'emorragia persiste, l'ematoma progressivamente aumenta di volume comprimendo così i tessuti contigui fino a poterli lacerare. Una pericolosa complicazione è rappresentata dalla infezione e ascessualizzazione dell'ematoma.

Emivita (periodo di emivita): termine usato in fisica, chimica, biologia, farmacologia ecc. che indica il tempo richiesto per ridurre del 50% la quantità di una popolazione composta da un determinato soggetto (farmaco, isotopo radiottivo, atomo, ione, molecola, cellula ecc.) tramite sua specifica eliminazione o trasformazione. L'emivita è pertanto una misura della stabilità del soggetto: più breve è l'emivita, meno stabile esso risulta. Il concetto di emivita risulta utile in molti processi nei quali il tasso di cambiamento/eliminazione di un determinanto componente dipende dalla sua concentrazione seguendo la regola per cui il tempo occorrente affinche si effettui il 50% della sua effettuazione è costante. In altre parole, nonostante lo sviluppo della reazione dipenda e vari col variare della concentrazione del componente in questione, il tempo di emivita di quest'ultimo resta costante. Le reazioni catalizzate da enzimi e il decadimento dei nuclei radioattivi, ad es., seguono questa regola. Far coincidere il tempo di emivita col tempo medio di vita è quindi un'approssimazione.

Emopoiesi o ematopoiesi: è la funzione fisiologica di produzione degli elementi del sangue propria degli organi emopoietici (midollo osseo, timo, milza, linfonodi, malt e, nel feto, fegato). La linfopoiesi è il processo di formazione dei globuli bianchi (leucociti).

Emorragia: fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni (emorragia arteriosa, venosa o capillare). Di norma l'organismo pone riparo alle emorragie tramite il processo di coagulazione del sangue. Emorragie massive, che interessano grossi e importanti vasi, possono presentare gravi rischi per la vita e necessitano pertanto di pronto soccorso.

Endogeno - Esogeno: che ha origine all'interno di qualcosa; in biologia si intende all'interno dell'organismo. Il suo opposto è esogeno ossia che ha origine all'esterno di qualcosa; in biologia fuori dall'organismo.

Endorfina (endorfine): sostanze organiche (polipeptidi) endogene (prodotte dall'organismo), dotate di proprietà fisiologiche simili, anche se di portata più vasta, a quelle della morfina e dell'oppio. Le cellule che le producono sono sparse in varie parti del sistema nervoso centrale, nell’ ipofisi (lobo anteriore e lobo posteriore), nelle ghiandole surrenali, nelle ghiandole salivari e nel tratto gastrointestinale (sia nei gangli del tessuto nervoso sia come cellule secretorie).
Il significato biologico delle endorfine è estremamente complesso e ancora poco compreso, a esse viene attribuita una funzione intermedia tra quella degli ormoni e quella dei neurotrasmettitori. E' probabile che esse svolgano azioni di coordinazione e controllo delle attività nervose superiori. Legandosi a specifici recettori del sistema nervoso centrale, presenti nelle aree cerebrali deputate alla percezione della sensibilità dolorifica, modulano, in condizioni fisiologiche, la trasmissione e la percezione della sensibilità dolorifica, In particolare le endorfine sembrano svolgere un ruolo notevole nell’insorgenza dell’ analgesia non farmacologica ottenibile tramite agopuntura, ipnosi, stimolazione elettrica (fisioterapia strumentale) ed effetto placebo (in tutte queste condizioni si osserva un aumento dell’attività cerebrale beta-endorfinica ed encefalino-simile). Al pari di numerosi alcaloidi di derivazione morfinica, le endorfine sono in grado di procurare stati di rilassamento, buon umore, soddisfazione ed euforia equilibrata stimolando il rilascio di dopamina ("neurotrasmettitore del piacere") da parte del cervello. Altri effetti biologici esplicati dalle endorfine interessano: termoregolazione, produzione ormonale, reazione allo stress, controllo dell’appetito, funzionalità del tratto gastrointestinale (motilità, secrezione digestiva) e fenomeni di dipendenza e assuefazione farmacologica.
Le endorfine vengono rilasciate in particolari stati mentali, normalmente associati a sensazioni di piacere e gratificazione, col massaggio e l'esercizio fisico prolungato.
Le endorfine vengono distinte in classi („alfa“, „beta“, „gamma“, „delta“, „encefaline“).

Endotelio (tessuto endoteliale): tessuto connettivale specializzato costituito da uno strato unicellulare di cellule piatte poligonali (cellule endoteliali) orientate nel senso del flusso ematico e unite fra loro, per mezzo di giunzioni di comunicazione (gap junctions), discontinue (fascia occludens, unioni desmosomiali dell'endotelio fenestrato) o serrate (zonula occludens, tight junctions), a formare una sottile membrana che riveste la superficie interna dei vasi e capillari sanguinei e linfatici, del cuore, dei corpi cavernosi e della camera anteriore dell’occhio. L'endotelio è però tutt'altro che un semplice rivestimento, esso infatti rappresenta un "organo diffuso" svolgente un ruolo di modulazione essenziale, tramite le sue caratteristiche fisiche e di elaborazione di numerosi fattori bioumorali, in vari processi fisiologici (traffico omeostatico, vasocostrizione/dilatazione, processi infiammatori, trombosi, emostasi, coagulazione, fibrinolisi, formazione e organizzazione di neovasi, risposta immunitaria ecc.). L’endotelio interviene nella costituzione e organizzazione delle barriere emato-tissutali (alveolo-capillare, placentaria, epatica, emato-urinaria, emato-encefalica, emato-retinica, emato-splenica, emato-timica).

Energia cinetica: quella posseduta da un corpo in movimento (energia di moto).

Energia potenziale (gravitazionale ed elettrostatica): rappresenta la capacità di un corpo di compiere lavoro in virtù della sua posizione all'interno di un campo di forze conservative. L'energia potenziale gravitazionale aumenta con l'altezza rispetto al suolo e se il corpo si muove verso il suolo, progressivamente la sua energia potenziale si trasforma in energia cinetica. Così come una massa immersa in un campo gravitazionale possiede una energia potenziale (gravitazionale), una carica elettrica immersa in un campo elettrico conservativo (campo elettrostatico) possiede un'energia potenziale elettrica (elettrostatica). L'energia potenziale gravitazionale o elettrostatica corrisponde rispettivamente all'energia necessaria per portare un sistema di masse o cariche elettriche in una ben precisa configurazione (discreta o continua) spaziale all'interno di un campo conservativo. La differenza fra le energie potenziali che le masse o le cariche elettriche possiedono in due punti diversi del campo conservativo, corrisponde al lavoro fatto dalla forza gravitazionale o elettrica per il loro spostamento dal punto di partenza a quello di arrivo. L' energia potenziale riferita all' unita di massa o di carica elettrica è detta rispettivamente potenziale gravitazionale o elettrico (elettrostatico). Il potenziale gravitazionale è quindi uguale all'energia potenziale gravitazionale divisa per la massa del corpo; unità di misura Joule (J)/kg. Il potenziale elettrostatico (elettrico) è uguale all'energia potenziale elettrostatica (elettrica) divisa per la carica elettrica; l'unità di misura è il Volt (V) = Joule (J)/Coulomb (C). Il potenziale elettrico di un corpo elettrostaticamente carico è il potenziale che esso assume in presenza di un campo elettrico. Si definisce differenza di potenziale tra due punti di un campo conservativo la differenza tra i potenziali dei due punti (che pertanto presenta la stessa unità di misura del relativo potenziale). La differenza di potenziale elettrica (elettrostatica) è definita di norma tensione o, più raramente, voltaggio.

Enfisema: aumento del contenuto d'aria del polmone per dilatazione e distruzione degli alveoli.

Enterico (enterica): proprio dell'intestino.

Entesi: sedi di inserzione a livello osseo di tendini, legamenti o capsule articolari. il relativo stato infiammatorio si definisce entesite.

Epatico (epatica): proprio del fegato.

Epigenetica: scienza, branca della biologia molecolare, che studia come l'ambiente, lo stile di vita, l'alimentazione, interferiscano sul DNA, non modificando i geni (compito della genetica), ma il loro funzionamento reversibilmente.

Epiglottide: cartilagine a forma di foglia che, abbassandosi, chiude l'accesso alla laringe durante la deglutizione così da impedire il passaggio di cibo nelle vie respiratorie. (immagine).

Equilibrio dinamico: è la condizione di equilibrio degli organismi viventi che non risultano mai in perfetto equilibrio statico. E' stabile quando un corpo, sollecitato da una forza, tende a ritornare nella situazione precedente alla'applicazione della forza stessa, mentre è instabile se il corpo tende ad allontanarsi sempre più dalla situazione antecedente all'applicazione della forza.

Equilibrio statico: in fisica, stato di quiete in cui permane un corpo al quale vengono applicate forze uguali e contrarie che quindi si annullano (a differenza dell'equilibrio dinamico).

Ergonomia (scienza del Fattore Umano): scienza che studia l'attività umana in relazione alle condizioni ambientali, strumentali e organizzative in cui si svolge. Il fine è l'adattamento di tali condizioni alle esigenze dell'uomo, in rapporto alle sue caratteristiche e alle sue attività. I sistemi ergonomici sono oggetti, servizi e ambienti che perseguono l'obiettivo dell'incremento del benessere e della qualità della vita, fungendo da ideali interfacce uomo-ambiente.

Esostosi: proliferazione benigna circoscritta di tessuto osseo sulla superficie di un osso di origine infiammatoria, traumatica o benigna.

Estensione: movimento con cui si porta il corpo o parte di esso (ad es. un arto o un suo segmento) dalla posizione di raccolta (flessione) a quella di allungamento. Relativamente al piede e alle dita, il movimento di flesso-estensione viene anche definito flessione dorsale e plantare (immagine).

Eterometria: differenza di lunghezza reale (anatomica) normalmente riferita alle ossa agli arti inferiori; da non confondersi con la "dismetria".

Eziologia: studio delle cause delle malattie.

Eziopatogenesi (patogenesi): studio delle cause e dei processi patologici di una malattia.

IndiceF

Faringe: cavità muscolomembranosa localizzata dietro cavità nasale, orale e laringe che si estende per circa 12 cm collegando il naso con la laringe e la bocca con l'esofago. La sua porzione superiore, nasofarige o rinofaringe, è posta superiormente al palato molle (che durante la deglutizione risale chiudendo il passaggio verso la rinofaringe, così da impedire che gli alimenti introdotti possano risalire nelle cavità nasali) ed appartiene alle vie respiratorie superiori. Il tratto intermedio, orofaringe, è situata posteriormente alla cavità orale (il passaggio tra cavità orale e orofaringe è definito istmo delle fauci) e fa parte sia delle vie respiratorie superiori sia dell'apparato digestivo; presenta anteriormente, nella sua parte inferiore, l'accesso alla laringe tramite un orifizio ovale sormaontato dall'epiglottide. La sua parte inferiore, laringofaringe, posta dietro la laringe, è parte dell'apparato digesivo e si continua con l'esofago.
La faringite è il processo infiammatorio a carico della faringe. (immagine).

Fibromatosi: fibrosi disfunzionale che può insorgere in qualunque sede ed età, con accrescimento progessivo, lento, localizzato e con tendenza a infiltrare i tessuti vicini. Se asportate tendono a recidivare. Fra le fibromatosi congenite (presenti alla nascita) o della prima infanzia più frequenti vi sono: la fibromatosi congenita generalizzata, il fibroma aponeurotico giovanile, la fibromatosi del collo (torcicollo congenito). Tra le fibromatosi acquisite: la fibromatosi palmare (morbo di Dupuytren) e plantare, la fibromatosi uterina (costituita da fibromiomi), il desmoide (addominali ed extraddominale), il cheloide, la fibromatosi da radiazioni, la malattia La Peyronie (induratio penis plastica).

Fibrosi: neoformazione di tessuto connettivale fibroso, in genere, a seguito di un processo riparativo riguardante cellule parenchimali e dello stroma Le perdite di sostanza che avvengono nei tessuti infiammati, per processi regressivi o azione diretta degli agenti nocivi, vengono riparate in gran parte con tessuto connettivo mentre solo in minima parte si rigenerano i tessuti originari; in tali casi, la deposizione di tessuto connettivo conduce a fibrosi e cicatrici. La fibrosi può essere determinata anche da fibromatosi. Possono essere identificati 4 stadi nel processo di formazione della fibrosi: (1) angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni), (2) migrazione e proliferazione di fibroblasti (principali cellule del tessuto connettivo), (3) deposizione di matrice extracellulare, (4) rimodellamento (maturazione e organizzazione) del tessuto fibroso.

Filogenesi: ricotruzione dell'evoluzione delle speci vegetali e animali, dai primordi a oggi.

Fistola: tubulo, generato da un processo infiammatorio e/o infettivo, ferite (anche chirurgiche), talvolta anche in maniera ramificata (fistola multipla o ramificata o pluri-orifiziale), che mette in comunicazione completa o incompleta tra due strutture/organi o cavità o fra esse e l'esterno.

Flessione: movimento con cui si porta il corpo o parte di esso (ad es. un arto o un suo segmento) dalla posizione di allungamento (estensione) a quella di raccolta. Relativamente al piede e alle dita, il movimento di flesso-estensione viene anche definito flessione dorsale e plantare (immagine).

Foglietti embrionali: lamine cellulari che si formano nelle prime fasi di sviluppo dell'embrione. Inizialmente sono due (interno ed esterno) poi divengono tre (dal più esterno al più interno): ectoderma (da cui derivano epidermide e suoi annessi e tessuto nervoso), mesoderma (da cui si formano quasi tutti i tessuti muscolari, mesenchimatici ovvero connettivi embrionali e connettivali, il sangue e l'apparato cardio-vascolare, l'apparato urogenitale e il sistema linfatico), endoderma (da origine all'epitelio dell'apparato digerente, al fegato e al pancreas).
La cresta neurale è un componente transitorio dell'ectoderma dell'embrione da cui orginano molteplici formazioni del sistema nervoso maturo (gangli, meningi e i nervi spinali) e l'osso craniale.

Forza: grandezza fisica vettoriale che rappresenta qualunque influenza capace di indurre una variazione dello stato di quiete o di moto di un corpo (variandone o determinandone l'accellerazione e/o deformandolo). La forza è descritta dalla seconda legge di Newton (2ş principio della dinamica) come derivata temporale della quantità di moto (Q) di un corpo (F = dQ/dt). Nel caso di un corpo con massa (m) costante la forza (F) corrisponde al prodotto della massa per l'accellerazione (a) subita dal corpo. (F = m x a). L'unità di misura della forza nel sistema internazionale (SI) è il Newton (N): una forza di 1 N imprime ad un corpo con la massa di 1 kg l'accelerazione di 1 m/s². La retta di azione o applicazione della forza è la linea retta lungo la quale essa viene impressa. In presenza di più forze agenti sullo stesso corpo, è la risultante della loro composizione vettoriale a determinarne la variazione del moto/stato. Le forze possono essere di tipo meccanico, gravitazionale, magnetico, elettromagnetico, elettriche.

Forza centrifuga: forza che si sviluppa in un corpo che ruota intorno a un punto o asse di rotazione e tendente ad allontanarlo da esso (opposta alla forza centripeta).

Forza centripeta: forza che si sviluppa in un corpo che ruota intorno a un punto o asse di rotazione e tendente ad avvicinarso ad esso (opposta alla forza centrifuga).

Forza di gravità (Gravità): forza di atrrazione verso la terra alla quale è soggetto un corpo posto nel campo gravitazionale, lungo il proprio asse gravitazionale. E' la risultante della forza di gravitazione (mutua attrazione fra tutti i corpi materiali) e della forza centrifuga dovuta al movimento di rotazione terrestre.

Frequenza: in fisica la frequenza (f) corrisponde al numero dei eventi identici o simili avvenuti nell'unità di tempo stabilita. Il periodo (T) rappresenta l'intervallo di tempo che intercorre tra gli istanti iniziali di due eventi successivi e corrisponde al reciproco della frequenza (T = 1 / f). L'unità di misura della frequenza è l' hertz (Hz); 1 Hz corrisponde a un evento al secondo. La frequenza di onde sinusoidali periodiche (sonore, elettromagnetiche ecc.) corrisponde al numero di cicli di oscillazione completa dell'onda al secondo. In tal caso la frequenza è direttamente pproporzionale alla velocità di propagazione dell'onda (c = velocità della luce in caso di onde elettromagnetiche) e inversamente proporzionale alla sua lunghezza d'onda (λ = distanza tra due creste o ventri successivi ossia spazio percorso da un punto dell'onda in un periodo): f = c / λ . Quando le onde (con particolare riferimento alle onde elettromagnetiche) attraversano un materiale mantengono inalterata la loro frequenza mentre subiscono una deviazione di traiettoria e la loro velocità di propagazione (e quindi la loro lunghezza d'onda), si riduce, rispetto al vuoto, di un fattore definito indice di rifrazione del materiale (n): λ = λ (vuoto) / n .

IndiceG

Ganglio nervoso: addensamenti di cellule nervose, situati al di fuori dell'encefalo e del midollo spinale (a differenza del nucleo nervoso).

Gastrico (gastriica): proprio dello stomaco.

Genetica: scienza che studia le caratteristiche ereditarie degli organismi e la loro trasmissione. A differenza dell'epigenetica, la genetica studia le mutazioni a carico dei geni.

Glicolisi (via di Embden-Meyerof): via metabolica, che avviene nel citosol di tutte le cellule eucariotiche in condizioni di anaerobiosi non stretta, in cui una molecola di glucosio viene scissa in due molecole di piruvato al fine di generare molecole a più alta energia (2 molecole di ATP e 2 molecole di NADH per ogni molecola di glucosio) utilizzata La glicolisi consiste in dieci tappe biochimiche, ognuna delle quali è caratterizzata da uno specifico enzima, e, soprattutto grazie alla sua anaerobioticità, rappresenta la via di ottenimento di energia più sfruttata in natura, sebbene non la più efficiente.

Glottide: apparato vocale situato nella laringe cosituito dalle corde vocali e dallo spazio compreso fra esse. Forma e dimensione della glottide variano durante le diverse fasi di fonazione, deglutizione e respirazione. (Immagine).

Gnatologia: branca medica che si occupa delle mascelle e di quanto è loro connesso ossia denti, articolazione temporomandibolare, muscoli della masticazione e sistema nervoso (apparato stomatognatico).

Gradi di libertà: numero delle dimensioni dello spazio secondo le quali può svolgersi il moto di un corpo. Un corpo rigido in un piano ha tre gradi di libertà in quanto può compiere tre movimenti: orizzontale, verticale e rotatorio.

Grandezza fisica: grandezze misurabili e pertanto sono sempre accompagnate da un'unità di misura. In fisica esistono due tipi di grandezze: scalari e vettoriali.

Guadagno meccanico (Gm): In una macchina semplice è definito dal rapporto fra l'intensità della forza resistente e della forza motrice richiesta per il compimento della specifica attività della macchina (Fr/Fm). Se tale rapporto è inferiore a 1 (Fm maggiore di Fr) si ha una macchina semplice (es. leva) svantaggiosa, se è maggiore di 1 (Fr maggiore di Fm) la macchina semplice è vantaggiosa, se uguale 1 (Fr = Fm) essa è indifferente.

IndiceI

Idiopatica (idiopatico): aggettivo indicante una malattia di causa ignota.

Ilo: depressione presente sulla superficie di un organo pieno corrispondente in genere al punto di entrata o di uscita di vasi sanguinei o linfatici, di nervi o condotti escretori.

Induttore - Induttanza: l'induttore rappresenta un componente elettrico che, attraversato da una corrente elettrica, genera al suo interno un campo magnetico. L'induttore corrisponde in meccanica a una massa che immagazzina energia cinetica. L'accumulo di energia avviene in un tempo caratteristico dipendente dal tipo e dalle geometria del materaile di composizione dell'induttore. Gli induttori reali, realizzati con un avvolgimento di un filo conduttore, presentano fenomeni dissipativi e capacitativi. La grandezza fisica che caratterizza l'induttore è l'induttanza elettrica o coefficiente di autoinduzione (L), definita dal rapporto fra la variazione di flusso del campo magnetico (Φ) generato e l'intensità di corrente (I) che fluisce nell'induttore: L=Φ/I. L'unità di misura, nel Sistema Internazionale (SI), è l'henry (H). Nell'ambito di un circuito elettrico, l'induttanza rappresenta la proprietà dei circuiti elettrici tale per cui la corrente che lo attraversa induce una forza elettromotrice (f.e.m. = energia potenziale fornita per unita di carica elettrica) che si oppone alla variazione dell'intensità della corrente stessa (legge di Lenz). Alla normale resistenza elettrica si aggiunge infatti la reattanza (resistenza fittizia) induttiva (XL), che corrisponde al prodotto della induttanza per la frequenza angolare ω insieme costituenti l'impedenza (Z). Se soggetto a una corrente elettrica continua (regime DC), l'induttore raggiunge un determinato campo magnetico massimo (saturazione dell'energia immagazzinabile) dopo di che la corrente lo attraversa liberamente (reattanza capacitiva nulla, sussistono solo le dissipazione per effetto joule). In regime AC (corrente alternata sinusoidale) si determina ai capi dell'induttore uno sfasamento: la corrente (intensità della corrente elettrica) è 90° in ritardo rispetto alla tensione (differenza di potenziale). La sua reattanza e quindi la sua impedenza sono direttamente proporzionali alla frequenza del segnale. Questo potere selettivo dell'induttore in base alla frequenza ne motiva l'utilizzo nei filtri e nei circuiti oscillanti. Gli induttori possono essere collegati in serie (induttanza complessiva è pari alla somma delle singole induttanze) o in parallelo (l'inverso dell'induttanza complessiva è pari alla somma degli inversi delle singole induttanze).

Ione: gli atomi, nello stato di equilibrio, possiedono un numero di elettroni (carichi negativamente) pari a quello dei protoni (carichi positivamente) e pertanto sono elettricamente neutri. Atomi che hanno perso o acquisito uno o più elettroni, presentando in tal modo carica elettrica rispettivamente positiva o negativa, si definiscono ioni.

Isteresi: dal greco "hystéresis" = ritardo, è la caratteristica di un sistema di conservare un certo ritardo (residuo) delle sollecitazioni applicate in precedente. Esempio di ciclo di isteresi.

Istologia: disciplina che studia la struttura della materia vivente a livello microscopico e submicroscopico e in particolare l’organizzazione e le funzioni dei tessuti organici.

IndiceL

Laringe: organo della fonazione (contiene le corde vocali, la glottide) e segmento delle vie respiratorie inferiori, connesso superiormente all'orofaringe, tramite un orizio e l'epiglottide, si continua inferiormente con la trachea. E' composto da uno scheletro muscolare e cartilagineo, affinchè rimanga pervio anche in caso di forti variazioni di pressione nel tratto cervicale. La sua cartilagine maggiore, cartilagine tiroidea, è a forma di scudo che sporge sulla superficie anteriore del collo formando il "pomo d'Adamo", essa è connessa superiormente all'osso ioide tramite la robusta membrana tiroidea. Anteriormente alla laringe e alla trachea è presente la ghiandola endocrina tiroide. (immagine).

Laterale: struttura anatomica più lontana alla linea mediana del corpo (rispetto a una mediale).

Legamento: formazione di tessuto connettivo fibroso che ha la funzione di tenere unite fra loro due o più strutture anatomiche (ad esempio due segmenti ossei) o di mantenere in posizione propria un organo o di concorrere a delimitare aperture o cavità in cui si trovano altre formazioni anatomiche (vasi sanguinei, linfatici, tronchi nervosi ecc.). Immagini: legamenti piede.

Legamento alare: i legamenti alari contribuiscono a mantenere la rotula in sede durante il suo scorrimento che avviene nella flesso-estensione del ginocchio. Il legamento alare mediale corre dal margine interno della rotula al femore, quello laterale dal margine esterno rotuleo al femore.

Leva: in meccanica è una macchina semplice costituita da un oggetto rigido utilizzato, tramite un appropriato fulcro o pivot, per applicare una forza meccanica motrice (potenza o sforzo) a un altro oggetto che presenta una forza resistente (resistenza o carico). La leva sfrutta il principio del Momento di forza. In base alla posizione reciproca del fulcro e delle forze, le leve si distinguono in:
- Leve di I genere o classe: il fulcro è situato tra forza motrice applicata (potenza) e forza resistente (resistenza, carico); es. altalena "sali-scendi", forbici; in base alla relativa posizione del fulcro e quindi alla lunghezza del braccio della forza motrice (dm) rispetto a quello della forza resistente (dr) presentano un guadagno meccanico vantaggioso (dm maggiore di dr), svantaggioso (dr maggiore di dm) o indifferente (dm = dr).
- Leve di II genere o classe: la forza resistente si trova tra fulcro e forza motrice applicata (potenza); es. carriola, schiaccianoci; presentano sempre un guadagno meccanico vantaggioso (il braccio della forza motrice è più lungo di quello della forza resistente).
- Leve di III genere o classe: la forza motrice applicata (potenza) si trova tra fulcro e forza resistente (resistenza, carico); es. pinzetta o mandibola umana; presentano sempre un guadagno meccanico svantaggioso (il braccio della forza di resistenza è più lungo di quello della forza motrice). Immagine leve (generi).

Lipoma: tumore benigno derivato dal tessuto adiposo che si manifesta come nodulo sottocutaneo (raramente negli organi interni) mobile rispetto ai piani sottostanti, ad accrescimento lento, localizzato perlopiù al cavo ascellare, alle spalle, alle natiche, al tronco e alle cosce. Il lipoma è in genere dotato di una capsula che lo avvolge (le forme non capsulate sono più rare) sottile, multilobata e costituita da tessuto adiposo maturo. Ciò fa sì che sia difficile la delimitazione dal tessuto adiposo circostante.

Lordosi: curvatura della colonna vertebrale, sul piano sagittale, con concavità posteriore tipica del tratto lombare e cervicale. L'iperlordosi è una lordosi con curvatura superiore all'ambito fisiologico, la rettilinizzazione corrisponde invece a una curvatura di grado inferiore al fisiologico. La curvatura opposta e la cifosi (ipercifosi). Approfondimento.

IndiceM

Macchina semplice: è una macchina (insieme di componenti, di cui almeno uno mobile, connessi solidalmente per una specifica applicazione) che non può esser scompasta in una ancor più elementare. In fisica si identificano 6 macchine semplici: leva, verricello, puleggia, piano inclinato, vite e cuneo.

Maxillo-facciale: tutto ciò che è relativo alle ossa mascellati e alla faccia.

Media aritmetica e quadratica: la media aritmetica è data dalla somma dei valori (x1, x2, x3...) diviso il loro numero.
media quadraticaLa media quadratica è pari alla radice quadrata della media aritmetica dei quadrati degli n valori x1, x2, ..., xn. La media quadratica è particolarmente usata in presenza di valori positivi e negativi per eliminare i segni (i valori vengono trasformati tutti in positivo grazie all'elevazione al quadrato). La media quadratica inoltre è quella che viene maggiormente influenzata dai valori molto piccoli e molto grandi e quindi viene usata per evidenziare i valori che si discostano molto dai valori centrali.

Mediale: struttura anatomica più vicine alla linea mediana del corpo (rispetto a una laterale).

Mediano, mediana: lungo la linea o asse di simmetria del corpo o di un organo (piano sagittale mediano).

Mediastino: spazio della cavità toracica (creato dalla fascia connettivale viscerale) situato nella parte mediana, fra i due polmoni, delimitato in basso dal diaframma, posteriormente dalla colonna vertebrale mentre superiormente è in comunicazione con lo spazio viscerale del collo. (Immagine).

Metabolismo: insieme di reazioni biocnimiche che avvengono in un organismo o in una sua parte. Il metabolismo si divide in anabolismo, che produce molecole complesse a partire da molecole più semplici, e catabolismo, che comporta la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici.

Metamero: in biologia rappresenta ciascuno dei segmenti corporei con caratteristiche simili, disposti serialmente (ad es. le vertebre rachidee). Il mielomero (dal greco myelòs = midollo, méros = parte) identifica un metamero del midollo spinale dal quale fuoriesce una coppia di nervi spinali (dx e sx).

Midollo osseo: tessuto molle che si trova nell'interno cavo delle ossa. Ci sono due tipi di midollo osseo: il midollo osseo rosso (detto anche tessuto mieloide, costituito da tessuto connettivo nelle cui maglie si rinvengono un gran numero di vasi sanguigni e cellule midollari) e il midollo osseo giallo (detto anche grasso è costituito da tessuto connettivo di vasi sanguigni e di cellule in gran parte adipose). Alla nascita, l'intera quantità di midollo osseo è costituita da quello rosso che in un individuo adulto (che possiede in media 2,6 Kg di midollo osseo otale) si trasforma per circa la metà da midollo giallo. Il midollo rosso si trova principalmente nelle ossa piatte come bacino, sterno, cranio, coste, vertebre, scapole, e nell'osso spugnoso della parte finale delle ossa lunghe (es. femore e omero) ed è la sede principale dell'emopoiesi, il processo di produzione delle cellule del sangue. Il midollo giallo si trova nella parte centrale delle ossa lunghe e costituisce una riserva di grasso. Nel caso di una grave perdita di sangue, l'organismo è in grado di riconvertire il midollo giallo in quello rosso, al fine di incrementare la produzione delle cellule del sangue.

Mole (mol): nel Sistema Internazionale (SI), quantità di sostanza che contiene un numero di Avogadro (N = 6,02 x 1023) di particelle elementari simili (elettroni, ioni, atomi, molecole, ecc.). Il numero di Avogadro corrisponde al nr. di unità elementari presente in 0,012 kg di carbonio 12.

Momento angolare o della quantità di moto (impulso angolare): rispetto ad una determinata origine (polo) è il prodotto tra il vettore posizione (rispetto al polo) "r" e il vettore quantità di moto (Q): L = r x Q

Momento di una forza: misura la capacità di una forza di ruotare un oggetto attorno ad un asse, fulcro o perno (pertanto viene definito anche Momento torcente). A parità di forza (F), il momento (M) sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà la distanza, definita "braccio" della forza (d), perpendicolare tra il punto di rotazione del corpo (o) e la retta di applicazione della forza - immagine. Il momento di forza (M) è una grandezza vettoriale data dal prodotto vettoriale dell'intensità della forza applicata per il relativo braccio M = F x d (immagine). Un caso speciale di Momento è la coppia (coppia di forze) che consiste in 2 forze di uguale intensità e verso opposto parallele (ossia non sono sulla stessa rette di applicazione) applicate a un corpo (leva). Ciò non produce alcuna traslazione ma solo una rotazione (es. tipico è l'azione delle mani e arti superiori dell'autista di un bus). Tale Momento è uguale alla somma dei 2 momenti relativi alle singole forze: M = F * dx + F * dy = F * (dx + dy); ossia il Momento della coppia è uguale all'intensità di una delle 2 forze (F) per la distanza prependicolare fra le loro linee di azione (definita "braccio" - (immagine).

Momento lineare o quantità di moto: grandezza vettoriale che misura la capacità di un corpo di modificare il movimento di altri corpi con cui interagisce dinamicamente (urto) ed è pari al prodotto della sua massa (m) per la sua velocità (v): Q = mv.

Morfologia: studio delle forme. In biologia è la branca studia l'aspetto esteriore di un organismo vivente.

Mucosa (tonaca mucosa, membrana mucosa): membrana di rivestimento della superficie interna degli organi cavi e canali comunicanti con l'ambiente esterno (sono quindi esclusi gli organi dell'apparato cardiocircolatorio). La mucosa risulta costituita da: un epitelio di rivestimento, che guarda verso la cavità dell'organo o il lume del canale, una lamina o tonaca propria intermedia di tessuto connettivo di sostegno che può essere ricco di fibre elastiche e linfociti e, esclusivamente negli organi dell'apparato digerente, una muscolaris mucosae (presente a partire dall'esofago) composta da uno strato di fibrocellule muscolari lisce che si continua con la tonaca sottomucosa. La mucosa viene protetta da muco, ricco di mucopolisaccaridi, secreto da ghiandole mucipare.

IndiceN

Necrosi cellulare: morte cellulare per cause non naturali (es. ipossia o carenza di ossigeno, temperature estreme, tossine batteriche, virus ecc.) e l'insieme dei fenomeni (morfologicamente osservabili) relativi. E' quindi da distinguersi dall'apoptosi.

Nervo: organi a forma di cordone, composti da fasci e fascetti di fibre nervose frammiste a tessuto connettivo, ossia di assoni (o neuriti) con le loro guaine, che collegano il sistema nervoso centrale con gli organi periferici conducendo l'impulso nervoso. In base alla collocazione di partenza si distinguono in nervi cranici e nervi spinali. In base alla funzione si dividono in nervi somatici (ossia appartenenti al sistema nervoso periferico volontario) e i viscerali (facenti parte del sistema nervoso perifierico autonomo o vegetativo. I corpi delle cellule nervose sono raggruppati nei gangli nervosi del sistema nervoso periferico e nei nuclei del midollo spinale e dell'encefalo.
Il nervo è avvolto da una guaina connettiva (epinervio o epinevrio), in parte di origine meningea, che invia prolungamenti intorno ai singoli fasci (perinervio o pernevrio) e fascetti (endonervio o endonevrio). All'esterno è presente, in quantità variabile, una guaina lipoproteica protettiva e isolante bianca, mielina (in base al rapporto fra fibre mieliniche e amieliniche il colore del nervo varietà dal bianco al grigio). Le fibre possono efferenti (motorie), ossia che trasmettono gli impulsi nervosi dal sistema centrale alla periferia, o afferenti (sensorie), che trasmettono gli impulsi sensoriali dagli organi periferici al sistema nervoso centrale. I nervi possono contenere o solo un tipo di fibre o essere misti. L'impulso nervoso (con cui il sistema nervoso trasmette i suoi segnali) è determinato da una differanza di potenziale elettrico che si genera per inversione di polarità della membrana delle cellule nervose. Le fibre mieliniche, presenti nei nervi spinali, conducono l'impulso più velocemente (ca 200 m/sec) di quelle amieliniche (pochi mm/sec). Nelle fibre mieliniche infatti l'impulso salta da un nodo di Ranvier (tratti amielinici intervallati regolarmente alla guaina mielinica). Sia le fibre mieliniche che le amieliniche sono rivestite dalla sottile membrana citoplasmatica delle cellule di Schwann (neurilemma o membrana di Schwann). La propagazione dell'impulso nervoso avviene tramite specifiche giunzioni chiamate sinapsi. (Classificazione delle fibre nervose).

Neuroma (neurinoma): neoplasia benigna di cellule e fibre nervose conseguente a un trauma di un nervo periferico e rappresenta l'esito di un tentativo inefficace di rigenerazione del nervo stesso. Comune è il neuroma di Morton a carico del piede (cisti del nervo interdigitale, frequente tra la III e IV testa metarsale, che comprime il nervo stesso causando un dolore molto intenso - immagine).

Neurone: cellula costituente il tessuto nervoso. Ogni neurone è costituito da un corpo cellulare (pirenoforo), contenente il nucleo e gran parte degli organuli (il citoplasma è ricco RNA per l'elevata attività metabolica dela cellula) e da due tipi di diramazioni, i dendriti e gli assoni. I dendriti (dal greco dendron, albero) raccolgono la maggior parte dei segnali inviati alla cellula. L'assone (dal greco axon, asse) o neurite è una fibra neuronale a lungo prolungamento che trasmette impulsi in partenza dal corpo cellulare, dai dendriti o da recettori sensoriali specifici. L'assone si ricopre di guaine formando le fibre nervose (nervi) e alla fine emette rami collaterali e sottili terminazioni ramificate. La trasmissione nervosa fra due neuroni o fra un motoneurone e una o più fibre muscolari striate avviene tramite una particolare connessione definita sinapsi. I corpi delle cellule nervose sono raggruppati nei gangli nervosi del sistema nervoso periferico e nei nuclei del midollo spinale e dell'encefalo. Esistono tre tipi di neuroni: neuroni sensoriali (partecipano all'acquisizione di stimoli, trasportando le informazioni dagli organi e recettori sensoriali al sistema nervoso centrale), interneuroni (all'interno del sistema nervoso centrale, integrano i dati forniti dai neuroni sensoriali e li trasmettono ai motoneuroni, determinano i riflessi nervosi spinali), motoneuroni (trasmettono i messaggi alle cellule effettrici). (immagine).

Nucleo nervoso: masse di sostanza grigia, composta da cellule nervose, o centri di partenza o arrivo di fasci nervosi situati nel encefalo e nel midollo spinale (a differenza del ganglio nervoso).

IndiceO

Oculisitca (oftalmologia): scienza medica che ha per oggetto che studia e cura i difetti e le malattie oftlamiche ossia degli occhi.

Odontoiatria: ramo dalla medicina che si occupa delle malattie della bocca e dei denti e della loro cura. In passato era una specializzazione medica (medico dentista), oggi è un corso di laurea qinquennale (dentista).

Odontostomatologia: specializzazione medica che si occupa della patologia del cavo orale e delle formazioni strettamente collegate. E' composta da ortodonzia e stomatologia.

Odontotecnica: insieme delle tecniche utilizzate dall'odontotecnico per la preparazione dei vari apparecchi dentari (protesi, apparecchi ortodontici, bite ecc.), su indicazion del medico dentista od odontoiatria che provvederà ad applicarli.

Omeostasi: condizione di equilibrio fisiologico a cui tende costantemente l'organismo tramite una serie di meccanismi regolatori che agiscono neutralizzando le cause perturbatrici di tale equilibrio.

Omolaterale o ipsilaterale: dello stesso lato.

Ontogenesi: insieme de fenomeni rigurdanti lo svilippo dalla cellula uovo all'individuo.

Ormone: Attualmente quindi viene considerato ormone qualsiasi messaggero chimico in grado di provocare una specifica reazione. Approfondimento.

Ortesi: sono dispositivi finalizzati al recupero di una funzione corporea di parti del corpo presenti ma deficitarie nella loro biomeccanica. Le ortesi quindi non sostituiscono una parte anatomica, come accade per le protesi, ma ne migliorano il funzionamento (corsetti, plantari ortopedici, bite ecc.).

Ortodonzia: branca dell'odontostomatologia che si occupa del rialineamento dei denti irregolari e delle malposizioni (malocclusioni).

Ortostatismo: stazione eretta della postura.

Ortotico: speciale tipo di bite (splint, placca dentaria)

Ortottica: parte dell'oculistica che si occupa dello studio e la cura di particolari difetti oculari. L'ortottista è il tecnico che segue tali peoblematiche sotto la direzione dell'oculista. Ortottico è tutto ciò che è relativo all'ortottica (da non confondersi con l'ortotico).

Osmosi: in chimica e in fisica è il movimento di diffusione di un liquido (o liquidi miscibili) attraverso una membrana semipermeabile per mezzo della pressione osmostica (pressione che occorre applicare alla soluzione per bloccare il passaggio del solvente). Ogni soluzione possiede una pressione osmotica che è direttamente proporzionale alla concentrazione di soluto (ioni) disperso nel solvente. Quando sui due lati della membrana (che deve impedire il passaggio del soluto) si trovano soluzioni a diversa concentrazione di soluto, la differenza di pressione osmotica muove le molecole di solvente dalla soluzione più diluita (ipotonica) verso la soluzione più concentrata (ipertonica), fino a quando le concentrazioni delle due soluzioni diventano identiche (isotoniche). E' questo un fenomeno presente a livello delle membrane cellulari.

Osteofita (becco osteofitico): escrescenza di tessuto osseo, di solito a forma di becco, che si osserva di frequente sulle superfici articolari nell'ambito di processi artrosici. E' la reazione dell'osso a fenomeni degenerativi nel tentativo di aumentare la superficie di contatto o di stabilizzare le articolazioni interessate.

Osteoporosi: alterazione metabolica dell'osso consistente in una riduzione della intera massa ossea (a differenza della osteomalacia, nell’adulto, e del rachitismo, nel bimbo, dove vi è solo riduzione di calcio, per carenza di Vitamina D, e degli altri minerali, mantendo un volume osseo normale con tendenza a deformità ossee) che comporta maggior malleabilità (per carenza di calcio) e fragilità (per carenza di fibre colagene); in 1 anno viene rimodellato il 40% dell’osso spongioso e il 10% dell’osso corticale. E’ di per se asintomatica. L’attività fisica, un'adeguata esposizione al sole e una sana alimentazione svlgono un ruolo rilevante nella prevenzione dell'osteoporosi. Una carenza di carico sulle ossa, come aviene ad. es. in assenza di gravità o in lunghi periodi di degenza a letto, favorisce l'osteoporosi (immagine).

IndiceP

Palato: volta della cavità della bocca, formata da una parte anteriore con scheletro osseo (palato duro o volta palatina) e da una posteriore (palato molle o velo pendulo), costituita essenzialmente da tessuti molli. Il palato molle rilale, durante la deglutizione, chiudendo il passaggio verso la rinofaringe, così da impedire che gli alimenti introdotti possano risalire nelle cavità nasali. (immagine).

Parafunzioni: atteggiamenti viziati ripetuti e perpetuati nel tempo che portano ad un sovraccarico dentale, muscolare ed articolare. Esempi: mordersi le labbra, mangiarsi le unghie, tenere in bocca la penna o un bastoncino, stare appoggiati sul mento, digrignare i denti nel sonno o serrarli fortemente nello stato di veglia (bruxismo), deglutire in modo anomalo ecc. Questi atteggiamenti portano, da un lato al potenziamento da allenamento dei muscoli coinvolti, dall'altro ad un sovraccarico dentale ed articolare. L'utilizzo dell'apposito bite è spesso indicato in tale problematiche.

Paramorfismo, paramorfismi: spesso intesi come sinonimi di "vizi di posizione", sono modifiche della simmetria dell’apparato locomotore (disfunzioni posturali, morfologiche) in assenza di alterazioni strutturali scheletriche (dismorfismi).

Parenchima: tessuto proprio e funzionalmente specifico di un organo che si differenzia da quello di sostegno (connettivale) definito stroma.

Parestesia: le parestesie sono alterazioni della sensibilità, quali formicolio, punture di spilli, caldo/freddo, sensazione di gonfiore ecc., causate da insulti alla trasmissione nervosa sensitiva.

Parodonto (paradonzio, paradenzio, periodonto, legamento periodontale): struttura multi-strato costituita da tutto ciò che circonda da vicino il dente (dal Greco Antico: parà = intorno e odos = dente) proteggendolo. Il Parodonto e' dunque formato da: gengiva, legamento parodontale (tessuto connettivo che ancora la gengiva al dente e la radice del dente alla'osso alveolare), cemento radicolare, osso alveolare (l'alveolo è la concavità ossea che circonda il dente). Il paradonto può ammalarsi andando incontro a parodontopatie.

Parodontopatie (paradenziopatie, periodontopatie): affezioni a carattere progressivo a carico dei tessuti del parodonto. Si distinguono in parodontopatie superficiali (gengiviti) e profonde (parodontiti e paradontosi).

Pelvi: sinonimo di bacino ossia la parte inferiore del tronco. Il cingolo pelvico sostiene il rachide e poggia sui femori, che trovano il loro punto di attacco nell’acetabolo dell’osso iliaco (articolazione coxofemorale).Il pavimento o diaframma pelvico è una struttura muscolo (elevatore dell'ano e ischiococcigeo)-fasciale-legamentosa, di cui fa parte anche il perineo, che chiude inferiormente il bacino con la funzione di sostenere gli organi pelvici, svolgere da simil-sfintere per uretra, vagina e retto (che la attraversano), e permettere il passaggio del feto durante il parto. (Immagine bacino)

Perineo: regione muscolare della parte inferiore del bacino, delimitata anteriormente dalla sinfisi pubica, posteriormente dal coccige, ai lati dalle due tuberosità ischiatiche. Il perineo è costituito da tessuti molli fibro-muscolari, rivestiti da cute ricca di peli nonché di ghiandole sudoripare e sebacee; è suddivisibile in due porzioni, una anteriore o genitale e una posteriore o anale. I muscoli che lo compongono intervengono nei meccanismi dell'erezione dei corpi cavernosi dei genitali e nella regolazione dell'attività degli sfinteri di uretra e ano. (Immagine)

Pericardio: membrana sierosa (formata da due foglietti con all'interno liquido viscoso) che avvolge il cuore e la prima porzione dei grandi vasi sanguinei. Ha la funzione di facilitare il movimento del cuore e si connette alla fascia connettivale vicerale del collo, al diaframma, al mediastino, alla pleura e a sterno e coste.

Periostio: spessa membrana connettivale che ricopre le ossa, fatta eccezione delel superfici articolari. Il periostio è costituito da due strati: quello più esterno, denso, convoglia i vasi sanguinei e i nervi dell'osso, quello interno, lasso (definito strato cambiale o cambio), è ricco di osteoblasti (cellule responsabili della produzione di matrice ossea) e provvede, per tutta la vita, alla formazione di tessuto osseo.

Peritoneo: membrana sierosa sottile e trasparente composta da uno strato di cellule endoteliali e da una lamina connettivale fibrosa. Il peritoneo è strutturato in due foglietti che si continuano l'uno nell'altro: il foglietto parietale riveste la parete interna addominale e parte del bacino (peritoneo pelvico), il foglietto viscerale riveste i visceri della cavità addominali fissandoli alla parete addominali tramite pieghe (legamenti peritoneali). Le pieghe che avvolgono i visceri connettendoli alla parete addominale sono denominati meso e nell'adulto i più importanti sono: mesentere per l'intestino tenue, mesocolon per il colon trasverso, mesogastrio per lo stomaco, mesometrio o legamento largo per l'utero. Altre ripegatura (menti) rivestono le formazioni neurovascolari dei vari organi endoaddominali fra i quali sono anche presenti alcune grandi pliche del foglietto viscerale (le più importanti sono il piccolo e il grande omento). Durante lo sviluppo embrionale, il peritoneo forma un diverticolo che accompagna la discesa del testicolo nello scroto e si distacca formando la vaginale propriaFra i due foglietti è presente una piccola quantità di liquido serioso che consente lo scorrimento dei due foglietti, l'uno rispetto all'altro, così da facilitare i movimenti degli organi. Il peritoneo è la sierosa più ampia e complessa e differisce dal pericardio e dalla pleura perchè non provvede al rivestimento di un unico organo ma entra in rapporto con molti visceri. La peritonite è il processo infiammatorio acuto o cronico, di origine batterica, a danno del peritoneo. Il peritonismo presenta una sintomatologia simile alla peritonite ma in realtà deriva di riflesso da un'infiammazione a carico di altre situazione patologiche che interessa altri organi addominali (ad es. colica biliare o urinaria); si verifica più frequentemente nella persone fragili dal punto di vista psichico e per stress. (Immagine peritoneo).

Peso specifico: è dato dal peso per unità di volume (P/V); per l’acqua è considerato = 1.

PFO: abbreviazione di Forame Ovale Pervio (aperto) che definisce un'anomalia cardiaca in cui l'atrio destro comunica con il sinistro a livello della fossa ovale tra septum primum e il septum secundum. Interessa ca. il 25-30% della popolazione adulta.

Ph: dal latino pondus hydrogenii (potenziale dell'idrogeno) è una scala di misura dell'acidità/alcalinità di una soluzione acquosa in base all'attività dello ione idrogeno H+ disciolto. Il pH solitamente assume valori compresi tra 0 (acido forte, massima acidità) e 14 (base forte, alcalinità massima) e al valore intermedio di 7 corrisponde la condizione di neutralità, tipica dell'acqua pura a 25°C.

Piano frontale (coronale): piani che dividono il corpo in parte anteriore (ventrale) e posteriore (dorsale). Immagine.

Piano sagittale: piani che dividono il corpo in parte destra e sinistra. Il piano sagittale che passa per il centro del corpo è anche detto piano mediano. Immagine.

Piano trasverso, trasversale (orizzontale, assiale): piani che dividono il corpo in parte superiore (craniale) e inferiore (caudale). Immagine.

Plasticità (deformazione plastica): proprietà di materiali solidi di subire grosse deformazioni irreversibili con l'applicazioni di specifiche forze.

Plesso: intreccio di elementi anatomici, in particolare nervi e vasi circolatori, affini. (Immagine dei plessi nervosi)

Pleura: membrana sierosa che racchiude, come in un sacco, i due polmoni indipendententemente l'uno dall'altro. Ogni pleura ripegandosi su se stessa risulta formata da due fglietti: quello interno o viscerale, che è intimamente connesso alla superficie del polmone, e quello esterno o parietale connesso con la superficie interna del torace (porzione costo-sternale), col diaframma e col mediastino. La funzione della pleura è facilitare lo scorrimento del polmonare e facilitare l'espansione polmonare durante l'atto respiratorio (grazie alla pressione negativa che si viene a formare nella cavità pleurica, osssia tra i due foglietti pleurici, durante l'espansione toracica provocata dai muscoli inspiratori). La pleurite è il processo infiammatorio a carico dei foglietti pleurici. (Immagine pleure).

Postura: è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale (approfondimento).

Potenziale di membrana: differenza di potenziale esistente tra l’interno e l’esterno di una cellula vivente ossia sulle due facce della membrana cellulare. Il potenziale di membrana di riposo (assenza di flusso netto di ioni attraverso la membrana plasmatica) è pari, nell'interno della cellula, a mediamente circa - 70 mV (dai -40 a -100 mV in base altessuto). Ciò è dovuto alla diversa distribuzione ionica: maggior concentrazione dello ione potassio (K+) rispetto ai liquidi interstiziali mentre lo ione sodio (Na+) e cloro (Cl-) hanno concentrazioni opposte (maggiori nella matrice extracellulare); fenomeno si osserva in tutte le specie viventi. Tale diversità di concentrazione degli ioni dipende dalla diffusione ionica passiva attraverso la membrana semipermeabile cellulare e da uno specifico sistema enzimatico proprio delle membrane biologiche, definito pompa sodio-potassio. La pompa Sodio-Potassio attua un antiporto ovvero un trasporto di ioni Sodio verso l'esterno della cellula che è accoppiato ad un trasporto di ioni Potassio verso l'interno della cellula, questo determina un passaggio di ambedue gli ioni contro i rispettivi grandienti di concentrazione. L’equilibrio osmotico è conservato grazie all'enzima ATPasi Na+-K+ che utilizza l’energia derivante dall’idrolisi dell’ATP per il funzionamento della pompa sodio-potassio. A causa della presenza dei canali di passaggio del K+ nella membrana cellulare, occorre un eccesso di cariche elettriche negative tale da trattenere lo ione potassio all'interno della cellula equilibrando la sua tendenza a filtrare all'esterno (derivante dal suo gradiente di concentrazione. Il potenziale a riposo decade solo lentamente quando si ferma la pompa Nasup>+-Ksup>+. Il potenziale di membrana consente, tra le altre cose, la propagazione degli impulsi elettrici nelle cellule dei tessuti eccitabili (es. tessuto nervoso). In altre cellule, il potenziale di membrana, possiede importanti compiti di regolazione (es. cellule ghiandolari, macrofagi ecc.).

Pressione idrostatica: è la pressione uniforme che un liquido esercita sulle pareti del suo contenitore o su un corpo in esso immerso; è direttamente proporzionale al peso specifico del liquido e alla profondità di immersione.

Pronazione (Eversione): movimento mediante il quale il palmo della mano e la pianta del piede ruotano lateralmente verso il basso. Nel caso del piede, la pronazione è sempre accompagnata da extrarotazione, abduzione e flessione dorsale si definisce eversione (immagini: pronazione (eversione) piede; il movimento opposto è la supinazione (inversione).

Propriocezione e Cinestesia (chinestesia, kinestesia): sensibilità che insorge all'interno di un organo (fascia connettivale, muscoli, articolazioni, cute, visceri ecc.), attraverso la stimolazione di specifici recettori sensoriali (propriocettori, enterocettori, esterocettori cutanei) e recettori vestibolari, mediante la quale il sistema nervoso centrale viene informato circa la posizione del corpo e delle sue parti nonchè della contrazione muscolare (propriocezione) e del movimento nello spazio dei diversi distretti corporei (cinestesia) anche senza l'apporto della vista. La propriocezione assume quindi un'importanza fondamentale nel complesso sistema dell'equilibrio e del movimento; le alterazioni della propriocezione determinano sul piano clinico i sintomi dell'atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare e quindi motoria). Non solo, i riflessi propriocettivi sono anche all'origne delle abilità motorie complesse e delle capacità cognitive (approfondimento). Vedi anche Rieducazione propriocettiva.

Prossimale: più vicino rispetto alla linea mediana del corpo (opposto di distale).

Prostaglandine: molecole derivate dall'acido arachidonico, che rivestono un ruolo biologico importante come mediatori flogistici (processi infiammatori). Sono presenti numerose prostaglandine strutturalmente simili ma con funzioni diverse, a volte opposte. A livello renale mantengono la perfusione renale riducendo la resistenza vascolare e sono inoltre coinvolte nell'omeostasi di sodio, potassio e acqua.
Assieme ai leucotrieni, altri composti derivati dall'acido arachidonico, sono indicati con il termine di autacoidi od "ormoni ad azione localizzata" anche se differiscono dagli ormoni propriamente detti per parecchi aspetti: sono costituiti da acidi grassi, sono prodotti dalle membrane cellulari di quasi tutti gli organi del corpo, i loro tessuti bersaglio sono solitamente gli stessi da cui vengono prodotte e producono un effetto marcato a concentrazioni molto più basse di quelle della maggior parte degli ormoni. Le prostaglandine si formano velocemente, esercitano i loro effetti localmente e vengono successivamente degradati per via enzimatica o spontaneamente. L'inibizione della sintesi delle prostaglandine è il meccanismo d'azione dei farmaci antiflogistici, antipiretici e analgesici denominati FANS.

Protesi: dispositivo usato per sostituire parzialemnte o totalmente una parte del corpo umano non più in grado di operare correttamente. Indice

IndiceR

Rachide: in anatomia è sinonimo di colonna vertebrale.

Reazione dal suolo: reazione alla forza di gravità applicata in corrispondenza della superficie di appoggio al suolo.

Resistenza elettrica - Resistore: La resistenza elettrica è una grandezza fisica scalare che misura la tendenza di un material o mezzo a opporsi al passaggio di una corrente elettrica se sottoposto a una tensione: gli elettroni della corrente, sbattendo contro altri elettroni, vengono ostacolati e deviati dal loro percorso originario. Questa opposizione dipende dal tipo di materiale, dalle sue dimensioni e dalla sua temperatura. Nel sistema internazionale, l'unità di misura della resistenza elettrica è l'ohm (Ω). La presenza della resistenza elettrica (R) produce quindi una riduzione dell'intensità di corrente (I) che riesce a circolare in un determinato mezzo e una perdita di energia (P) sotto forma di calore (Q): P = Q = R x I 2 (effetto Joule). In linea generale non esistono materiali a resistenza nulla o infinita. I materiali che presentano una maggiore resistenza elettrica sono definiti isolanti o dielettrici (gli elettroni sono molto ostacolati nel loro percorso), mentre i mezzi con una minore resistenza elettrica (gli elettroni riescono a scorrere abbastanza facilmente attraversandoli) vengono denominati conduttori. La prima legge di Ohm, valida per tutti i conduttori, stabilisce che la resistenza elettrica è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale o tensione elettrica (V) ai capi di un conduttore elettrico e inversamente proporzionale all'intensità di corrente elettrica (I) che lo attraversa. La legge di Ohm riferita a un resistore ideale si esprime: R = V/I (Volt/Ampere). La resistenza (R) di un filo è direttamente proporzionale alla sua lunghezza (L), in quanto aumentano gli urti che ostacolano il passaggio di corrente, ed è inversamente proporzionale alla sua sezione (S) ed è funzione del materiale di cui è costituito. Ciò viene espresso dalla seconda legge di Ohm: R = ρ L / S dove ρ è un coefficiente, definito resistività o resistenza specifica, che dipende dal materiale. La resistività è anch'essa misurata in Ω e dipende, a sua volta, dalla temperatura. Nei conduttori la resistività aumenta con la temperatura in quanto l'incremento dell'agitazione termica disordinata degli elettroni ostacola il fluire ordinato della corrente. Nei semiconduttori la resistività dimuisce a temperature maggiori in quanto aumenta la probabilità di rottura dei legami di valenza liberando così gli elettroni più esterni (che non sono liberi come nei conduttori). I superconduttori manifestano un'improvvisa e totale caduta della resistività quando raffreddati a temperature inferiori alla loro temperatura di transizione verso lo stato di superconduzione (temperatura critica). L'assenza di resistività si accompagna alla espulsione del campo magnetico dall'interno del superconduttore. La resistenza è indipendente dalla frequenza della corrente e non introduce alcun sfasamento tra tensione e corrente perché il moto delle cariche elettriche al suo interno avviene in modo pressoché istantaneo su scala macroscopica. L'analogo meccanico della resistenza elettrica è l'attrito viscoso. Il resistore e' il componente elettrico più utilizzato in campo elettronico ed è caratterizzato dalla resistenza elettrica. la sua funzione è limitare/attenuare la corrente elettrica. In un collegamento in parallelo, il reciproco (inverso) della resistenza complessiva equivale alla somma dei reciproci (inversi) delle singole resistenze (la resistenza complessiva è minore della più piccola resistenza singola). In un collegamento in serie, la resistenza totale è uguale alla somma delle singole resistenze. In regime di corrente alternata (sinusoidale), la resistenza lascia il posto all'impedenza. Questa grandezza fisica vettoriale rappresenta l'opposizione al passaggio di una corrente elettrica alternata in mezzo sottoèposto a tensione (differenza di potenziale) alternata. Il concetto di impedenza, incorporando i fenomeni di consumo di energia elettrica e di accumulo di energia elettromagnetica, estende la legge di Ohm ai circuiti in regime sinusoidale (AC). L'impedenza si compone della resistenza reale (R) più la reattanza o resistenza fittizia (X), misurata in Ohm, che provoca uno sfasamento tra tensione e corrente. La reattanza è generata dalla presenza di induttori (induttanza) e/o condensatori (capacità) nel circuito. La reattanza induttiva (XL) corrisponde al prodotto della induttanza per la frequenza angolare ω e, in un induttore ideale, è nulla in corrente continua mentre in regime di tensione alternata (regime AC), aumenta coll'aumentare della frequenza. La reattanza capacitiva (XC) di un condensatore è uguale all'inverso del prodotto della capacità per la frequenza angolare ω e, in un condensatore ideale, è illimitata in regime di corrente continua (regime DC) mentre è inversamente proprorzionale alla frequenza in corrente alternata (regime AC). L'impedenza (Z) di un componente elettrico è pari al rapporto tra la tensione (V) applicata ai suoi poli e la corrente (I) che fluisce in esso; l'unità di misura è l'Ohm (1 Ω = 1 V/A).

Retroversione bacino: vedi Anteversione bacino.

Risonanza Magnatico Nucleare (RMN) o tomografia a risonanza magnetica: esame di imaging clinico grazie al quale è possibile la discriminazione tra tessuti sulla base della loro composizione biochimica e la captazione di immagini delle sezioni corporee su tre piani diversi (frontale, trasversale, sagittale), il che però non le conferisce la tridimensionalità ma comunque rappresenta un vantaggio rispetto alla tomografia assiale computerizzata (TAC) che produce immagini di sezioni solo sui piani assiali. Il dettaglio delle immagini fornite consente di apprezzare particolari non rilevabili con altre tecniche diagnostiche, ad es., la vascolarizzazione dei tessuti, lo stato di idratazione dei dischi intervertebrali, dei menischi del ginocchio. Rappresenta l’esame di norma prescritto in casi di anomalie o lesioni al cuore, a tendini e legamenti, cervello e midollo spinale. In particolare viene utilizzato per diagnosticare con esattezza la presenza di sclerosi a placche oppure di tumore al cervello o dell’ipofisi.
La risonanza magnetico nucleare è generalmente considerata non dannosa nei confronti del paziente (non vi è utilizzo di radiazioni ionizzanti quali i raggi x) e non richiede il digiuno o l'osservanza di diete particolari. Gli svantaggi dell'utilizzo di questa tecnica sono principalmente i costi e i tempi necessari all'acquisizione delle immagini (ca. 30 minuti).
ll principio di funzionamento si basa nell'indurre specifiche modificazioni sui nuclei di idrogeno presenti in grande quantità nei tessuti del corpo umano per mezzo di forte campo magnetico statico; gli spin (momento angolare intrinseco di un corpo) dei protoni tendono ad allinearsi alle linee di forza (in modo parallelo o antiparallelo) così che i tessuti si magnetizzano leggermente. Queste modificazioni vengono trasformate in segnali radio che un computer raccoglie e trasforma in immagini.
A causa del campo magnetico generato dall'apparecchiatura non possono sottoporsi all'esame soggetti con apparecchi metallici interni come pace-maker, protesi metalliche (denti, occhi, ossa ecc.) e clips vascolari. Immagine RMN colonna lombare.

Rotazione esterna (Extrarotazione): rotazione di un arto o parte di esso, sul piano trasverso, in direzione laterale (opposto di rotazione interna o intrarotazione).

Rotazione interna (Intrarotazione): rotazione di un arto o parte di esso, sul piano trasverso, in direzione mediale (verso la linea mediana del corpo); (opposto di rotazione esterna o extrarotazione).

IndiceS

Sarcomero: unità contrattili del tessuto muscolare striato (che ha origine mesodermica), disposte una dopo l'altra a formare dei fascetti contrattili chiamati miofibrille avvolti da una membrana, il sarcolemma. Migliaia di miofibrille costituiscono il citoplasma della cellula muscolare o fibra muscolare di cui hanno la stessa lunghezza (da 0,05 mm a 30 cm). Più fibre muscolari unite da tessuto connettivo (fascia muscolare) formano il muscolo. I sarcomeri sono quindi tratti di miofibrilla (lunghi circa 2 micrometri, delimitati dalle linee o dischi Z) costituiti, a loro volta, da due tipi di miofilamenti proteici: quelli sottili di actina e quelli spessi di miosina. Un'estremità dei filamenti di miosina è rigonfia e prende il nome di testa della miosina ed ha due funzioni: quando le fibre muscolari vengono stimolate (tramite l'impulso nervoso motorio giungente alla placca motrice), si attacca ai filamenti di actina spingendoli verso l'interno causando così l'accorciamento del sarcomero inoltre, funge da enzima necessario alla scissione dell'ATP in ADP+Pi (fosfato inorganico), poiché la contrazione muscolare necessita di energia.(immagine).

Scalare - Grandezza scalare: grandezza fisica completamente definita da un valore numerico accompagnato dalla sola un'unità di misura. Per questo essa si differenzia dall'altra grandezza fisica ossia quella vettoriale. La definizione "scalare" deriva dal fatto che il suo valore può essere rilevato sulla scala graduata di uno strumento di misurazione.

Scheuermann (morbo o malattia): dorso curvo (ipercifosi dorsale) giovanile per osteocondrosi (deformazione di alcune zone dell'osso che si verifica durante la fase di suo accrescimento) delle vertebre. Interessa soggetti prevalentemente maschi in età adolescenziale (10-14 anni) ed è la forma più frequente di ipercifosi dorsale interessabdo l'1%-8% della popolazione. La cifosi di Scheuermann è generalmente considerata lieve in caso di angolo di Cobb intorno ai 50°, di media gravità tra 50-70° Cobb, severa oltre i 70-75° Cobb. Immagine.

Scintigrafia: metodica diagnostica di medicina nucleare ottenuta mediante la somministrazione di un tracciante radioattivo che consente l'evidenziazione, a mezzo di particolari strumenti (gammacamera), della sua distribuzione nell'organismo o in un determinato organo. I traccianti utilizzati sono costituiti da soluzioni saline di radioisotopi o da specifici radiofarmaci (molecole farmacologicamente attive alle quali viene legato il radioisotopo). La radioattività contenuta nel radiofarmaco, ancorché relativamente limitata, espone il paziente (così come le radiografie e le TAC) a radiazioni ionizzanti (come i rx).
La scintigrafia è utile per l'esame del funzionamento di alcuni organi quali ad es. cuore, polmone, tiroide e della loro normale circolazione sanguinea, nonchè per il rilevamento di tessuti anomali quali le metastasi. La scintigrafia ossea, poichè il tracciante si concentra nel tessuto osseo in modo proporzionale all'attività osteoblastica locale (rimaneggiamento dell'osso), evidenziedrà le zone interessate da stati infiammatori, fratture, traumi, metastasi osteoblastiche. Immagine scintigrafia ossea totale (total body).
La PET (tomografia a emissione di positroni) è un particolare tipo di scintigrafia che utilizza radiofarmaci emettenti radiazioni sotto forma di *positroni* (emissioni corpuscolate) fornendo immagini produce immagini tridimensionali o mappe dei processi funzionali all'interno del corpo. Viene molto utilizzata in oncologia clinica.

Scoliosi: deviazione laterale (sul piano frontale) associata a rotazione anomala della colonna vertebrale. Si definisce strutturale quando dovuta a malformazione congenita dei corpi vertebrali (dismorfismi), funzionale quando dovuta ad atteggiamenti posturali alterati (paramorfismi). Immagine.
La misurazione della deviazione scoliotica viene espressa in gradi dell'angolo di Cobb (angolo di curvatura) derivante dall'intersezione delle due rette tangenti il piatto superiore e inferiore rispettivamente della prima e ultima vertebra colpite da scoliosi. Per praticità, l'angolo di Cobb viene misurato sul radiogramma (lastra radiografica) tramite l'angolo supplementare che si ottiene intersecando le perpendicolari alle due rette tangenti (immagine). Si è in presenza di scoliosi quando l’angolo di Cobb) supera i 5°, oltre i 20° può essere prescritto il corsetto, oltre i 45° l'intervento chirurgico.

Semeiotica (semiologia): studi dei sintomi e dei segni delle malattie.

Sepsi (o setticemia: grave infezione diffusa a tutto l'organismo attraverso la moltiplicazione nel sangue di batteri di un originario focolaio infettivo localizzato.

Sesamoide (osso sesamoide): osso mobile, presente nlel articolazioni (sesamoide periarticolare) o nei tendini (sesamoide tendineo). Esempi sono la rotula, l'osso ioide, i sesamoidi dell'articcolazione metacarpofalangea dell'alluce e metatarsofalangea dell'alluce.

Setticemia: vedi sepsi.

Sfintere: muscolo di forma anulare posto attorno a un orifizio o a un canale con la funzione di variarne il grado di chiusura-apertura (es. sfintere cardiale, sfintere anale)

Sierosa (membrana sierosa): membrana (formazione laminare larga e piatta) sottile, elastica, resistente, di aspetto lucente, di colore grigio-roseo o bianco splendente, costituita da un epitelio pavimentoso semplice (mesotelio), con struttura e funzionalità simile all’endotelio vascolare, che poggia su una lamina di tessuto connettivo lasso (tonaca propria), al di sotto del quale si trova la tela sottosierosa, formata da tessuto connettivo fibroso denso, ricco di fibre elastiche e cellule, tra le cui maglie decorrono numerosi vasi sanguiferi e linfatici e rami nervosi. Le sierose si ripiegano su se stesse formando due foglietti: viscerale (che ricopre le superfici esterne dei vari organi) e parietale (delimitante le relative cavità esistenti tra i visceri). Fra i due foglietti è presente un liquido trasparente incolore, con caratteristiche analoghe al plasma, che ne consente lo scorrimento reciproco. L’intercapedine tra i due foglietti costituisce uno spazio virtuale, entro il quale possono raccogliersi, in condizioni patologiche, essudati infiammatori, liquidi trasudati, aria, sangue. Le membrane sierose possono risultare sede di diversi processi patologici, in modo particolare infiammazioni e tumori (primitivi ossia mesoteliomi o secondari).
Le membrane sierose derivano dal mesoderma che originariamente riveste la cavità celomatica (spazio che, nei primi stadi di sviluppo dell’embrione, si forma tra il corion, ossia la copertura esterna dell’embrione, e le due vescicole, vescicola amniotica e sacco vitellino). Il foglietto mesodermico dà origine a tre membrane sierose: la pleura (riveste i polmoni), il pericardio (ricopre il cuore) e il peritoneo (riveste gli organi addominali e forma un diverticolo che accompagna la discesa del testicolo nello scroto e si distacca formando la vaginale propria).

Sinapsi: connessione fra due neuroni (cellule nervose) o fra una fibra nervosa motoria e una o più fibre muscolari (placca motrice), che ha la funzione di trasmettere l'impulso nervoso. E' composta dalla membrana presinaptica del neurone trasmettente, dalla membrana postsinaptica del neurone ricevente e dallo spazio intersinaptico in cui si libera il neurotrasmettitore (o neuromediatore). A livello sinaptico la trasmissione dell'impulso nervoso avviene a velocità inferiore che nella fibra, con frequenza limitata e in un solo senso direzionale (immagine). In realtà, la scarica di una sola terminazione presinaptica non è quasi mai sufficiente a eccitare il neurone postsinaptico. Di norma, per ottenere ciò, è indispensabile che un gran numero di terminazioni nervose scarichi impulsi simultanei o in rapida successione. I neuroni presinaptici svolgono sostanzialmente una funzione secretoria e mostrano molte analogie funzionali e morfologiche con le cellule del sistema endocrino; la differenza fondamentale sta nel fatto che i neuroni liberano le sostanze chimiche in stretta vicinanza del loro bersaglio.
In base al numero di sinapsi (e quindi neuroni) poste in serie, la trasmissione nervosa si definisce monosinaptica (una sola sinapsi),disinaptica o bisinaptica (due sinapsi poste in serie), polisinaptica (più sinapsi e neuroni collocati in serie). Ogni neurone può presentare da poche decine a miglialia di sinapsi (assone-dendriti, assone-corpo cellulare, assone-assone e dendriti-dendriti).
La placca motrice è uno speciale tipo di sinapsi fortemente ramificata che utilizza come neuroamettitore l'acetilcolina (immagine). L'insieme delle fibre muscolari innervate dalla medesima fibra nervosa motoria (motoneurone alfa) prende il nome di unità motoria.

Spina bifida: rappresenta la malformazione più frequente del sistema nervoso centrale in cui le ossa del canale midollare (archi vertebrali) non si chiudono in maniera completa consentendo l'erniazione (fuoriuscita) delle strutture in esse contenute. Questa anamolia strutturale può interessare qualsiasi punto del rachide e talvolta il rachide intero (rachischisi). Se il difetto si verifica prima della chiusura del tubo neurale (IV settimana di sviluppo embrionale) si ha la spina bifida aperta, incompatibile con la vita (assenza di cute, archi vertebrali e meningi). In caso di cisti dorsale mediana ricoperta di cute e contenente il midollo spinale malformato mancante di dura madre e archi vertebrali, si definisce mielomeningocele. Quando invece la cisti dorsale mediana è ricoperta di cute e meningi con il midollo spinale in sede contenente liquor cerebrospinale ma mancano gli archi vertebrali, si è in presenza di meningocele. La spina bifida occulta definisce infine la situazione meno grave in cui sono presenti archi vertebrali fissurati con midollo spinale e meningi normali, cute con ipertricosi (aumento della pelosità), angiomi e alterazioni della pigmentazione. Se il midollo spinale è anch'esso fissurato, si parla di spina bìfida con neuroschisi. La sintomatologia dipende dalla gravità del caso ove i quadri più complessi sono quelli con neuroschisi in cui si manifesta paresi degli arti con incontinenza fecale e urinaria. Un'influenza sulla sua insorgenza deriva dall'alimentazione della madre: la somministrazione di acido folico alle donne prima del concepimento e per le prime 7 settimane di gravidanza ne riduce l'incidenza del 60%.

Sostanza grigia e bianca: presenti nel sistema nervoso, la sostanza grigia è costituita in prevalenza dai corpi dei neuroni e da fibre nervose amieliniche, la sostanza bianca è formata in prevalenza da fibre nervose mieliniche.

Splancnico: definisce strutture anatomiche in rapporto con organi interni che esplicano funzioni vegetative (involontarie). I nervi splancnici (escono dai gangli toracici del simpatico e procedono oltre il diaframma).

Spondilite anchilosante - SPA (spondiloartrite anchilosante, pelvispondilite anchilopoietica, morbo di Bechterew): malattia sistemica infiammatoria, reumatica cronica e dolorosa, con causa attualmente sconosciuta, che colpisce le articolazioni vertebrali e sacro-iliache, in modo simmetrico, anche se non è raro il coinvolgimento di spalle, anche, ginocchia e piedi. Può inoltre interessare altri organi quale gli occhi (iridociclite o uveite) con sintomi di arrossamento, dolore, ipersensibilità alla luce, il cuore con danni alla valvola aortica che ne impediscono la perfetta chiusura (insufficienza aortica) e i polmoni con rare complicazioni di fibrosi apicale polmonare. Viene anche definita spondiloartropatia sieronegativa data l'assenza, nell'analisi del sangue, dell’anticorpo denominato “fattore reumatoide” presente invece nell’artrite reumatoide. Il processo infiammatorio incomincia in genere a livello dell' articolazione o dove i tendini o i legamenti si inseriscono sull'osso: articolazioni sacro-iliache, sterno, sinfisi pubica, e inserzione di tendine di Achille e fascia plantare a livello del calcagno sono le sedi più frequenti. L'infiammazione provoca una piccola erosione ossea che, al regredire temporaneo della infiammazione stessa, induce apposizione di nuovo tessuto osseo (osso "reattivo") che può col tempo fondere parzialmente e poi totalmente le articolazioni sacro-iliache, ricoprire parzialmente o completamente il disco intervertebrale (sindesmofita) fondendo così le vertebre (colonna a canna di bambù). creare speroni calcaneali ecc. La spondilite anchilosante si manifesta di norma attorno intorno ai 16/24 anni attraverso un'infiammazione delle articolazioni sacro-iliache che causa dolore e rigidità alla zona lombare con irradiazione ai glutei e alla faccia posteriore delle cosce fino al ginocchio (sciatica mozza). Spesso però i sintomi della patologia variano da persona a persona così come il decorso, che può attraversare varie fasi di remissione e ripresa della malattia, arrestandosi alla fase di sacro-ileite e lomboartrite o, nel peggiore dei casi, conducendo con decorso cronico alla anchilosi totale. Determinate risulta intervenire per tempo con un'adeguata terapia farmacologia abbinata a specifica fisioschinesiterapia, atte al mantenimento di una postura corretta, di una soddisfacente mobilità articolare e di un buon grado di funzionalità muscolare. Immagine.

Spondilo: sinonimo di vertebra.

Stenosi (restringimento): riduzione del calibro fisiologico di un orifizio, dotto, canale, vaso o viscere cavo. Es. stenosi del canale spinale (stenosi vertebrale), stenosi carotidea (dell'arteria carotide), stenosi mitralica (dell'orifizio valvolare mitralico del cuore).

Stomatologia: branca dell'odontostomatologia che si occupa delle malattie della bocca.

Stroma: tessuto di sostegno (connettivale) proprio di un organo che si differenzia da quello funzionalmente specifico detto parenchima.

Supinazione (Inversione): movimento mediante il quale il palmo della mano e la pianta del piede ruotano internamente verso l'altro. Nel caso del piede, la supinazione è sempre accompagnata da intrarotazione, adduzione e flessione plantare e si definisce inversione (immagini: supinazione (inversione) piede). Il movimento opposto è la pronazione (eversione).

IndiceT

TAC Tomografia Assiale Computerizzata (TC): in realtà oggi si deve parlare di TC Tomografia Computerizza in quanto l'aggettivo assiale risulta ianppropriato. La TC è infatti un esame radiologico che permette di ottenere immagini tridimensionali (e quindi non più solo assiali) in sezione (tomografia) dell’organo interessato tramite l’emissione di raggi X. In molti casi l'accuratezza dei risultati della TC migliora iniettando in circolo un liquido radio-opaco, solitamente a base di iodio, che permette di ottenere immagini più nitide attraverso un maggior contrasto tra tessuti di diversa natura (muscoli, ossa, liquidi e le singole componenti di ciascun organo). La Tomografia computerizzata è particolarmente utile nello studio delle strutture scheletriche anche se, per le piccole articolazioni (spalla, gomito, polso, mani, ginocchio, piede), è preferibile usare la risonanza magnetica. L'utilizzo della TC diviene indispensabile per analizzare le fratture o i loro esiti (per valutare, ad esempio, la posizione dei frammenti di frattura). Viene inoltre utilizzata per visualizzare gli effetti dei traumi cranici con particolare attenzione alla presenza di eventuali emorragie, in campo oncologico e nella valutazione di aree corporee difficili da indagare come i vasi sanguigni, i linfonodi, i bronchi, le strutture interne del cuore ed il colon (la cosiddetta colonscopia virtuale può essere utilizzata in sostituzione della colonscopia tradizionale). A differenza della RMN, la TC può essere eseguita anche in presenza di pacemaker o defibrillatori interni. Il principale svantaggio della TC è la dose di tuilizzo dei raggi X. Immagine TC colonna vertebrale.

Tendine: struttura connettivale fibrosa (formati da fibre collagene parallele e quasi del tutto inestensibili) per mezzo della quale l'estremità di un muscolo si inserisce su un punto di inserzione (osso, derma, altro ventre muscolare ecc.). Nei tendini sono presenti propriocettori. Immagini: tendine di Achille.
L'infiammazione del tendine si definisce tendinite o, quando coinvolge la guaina tendinea, tenosinovite.

Tessuto: in biologia si intende un complesso di cellule simili per struttura e funzione e le relative componenti intercellulari. Sulla base di criteri morfologici, embriologici e funzionali si definiscono quattro fondamentali gruppi di tessuti: connettivo (o connettivale), epiteliale (o di rivestimento), muscolare e nervoso. Un tessuto oltre che solido può essere fluido (il sangue e la linfa sono anch'essi considerati tessuti). I diversi tessuti costituiscono un livello superiore di organizzazione cellulare e negli animali superiori spesso si associano a formare strutture ulteriormente organizzate ossia gli organi. più organi coinvolti in una determinata funzione costituiscono un sistema (se costituiti essenzialmente dallo stesso tessuto) o apparato (es. sistema immunitario, sistema nervoso, apparato digerente, apparato respiratorio). Più sistemi e apparati operanti in concerto formano un organismo (es. l'uomo).

Tessuto adiposo: particolare tipo di tessuto connettivo formato da cellule adipose (adipociti). Esso rappresenta un'importante riserva energetica di grassi (trigliceridi) oltre a proteggere da urti meccanici e sbalzi di temperatura. Il tessuto adiposo inoltre modella la figura corporea (nella donna le riserve adipose si concentrano, non a caso, nelle zone idonee a portare a termine la gravidanza). Al di sotto della pelle gli adipociti si raggruppano a formare il tessuto adiposo sottocutaneo o ipoderma. Mentre il numero di cellule adipose non può diminuire, essi possono riempirsi o svuotarsi di lipidi essendo quest'ultimi costantemente rinnovati ogni 10-15 giorni. Il numero di adipociti può aumentare da 25-30 miliardi (soggetto normopeso) a 40-100 miliardi (obeso). Esistono due sottotipi di tessuto connettivo:
- bianco o giallo costituito da cellule adipose uniloculari (con un'unica goccia lipidica) ed è il tessuto adiposo più diffuso nell'organismo umano.
- bruno, costituito da adipociti multiloculari, poco presente nell’uomo adulto (mentre è abbondante nel neonato specie a livello del collo e delle scapole) e con esclusiva funzione di produrre calore (è infatti molto rappresentato in mammiferi anche adulti di specie che vanno in letargo).

Tessuto connettivo (connettivale): termine generale che indica ogni tessuto (perlopiù di origine ectodermica) che connette e sostiene le varie parti del corpo nonchè le ripara tramite cicatrici. È il tessuto più diffuso, prodotto dalle cellule firoblasti e presenta una componente amorfa (sostanza fondamentale) e una fibrosa (fibre soprattutto collagene ma anche elastiche). Rientrano nel gruppo dei tessuti connettivi: tessuto connettivo propriamente detto, tessuto elastico, tessuto reticolare, tessuto , tessuto endoteliale, tessuto adiposo, tessuto cartilagineo, tessuto osseo, sangue e linfa. In realtà la sua funzione fisiologica è di gran lunga più importante e variegata (appofondimento).

Tessuto epiteliale (o di rivestrimento): tessuto costituito da cellule di forma regolare che aderiscono le une alle altre strettamente per mezzo di numerose giunzioni cellulari. Le cellule che costituiscono il tessuto epiteliale svolgono funzioni di rivestimento (ad es. delle mucose), di assorbimento, di trasporto e di secrezione formando il parenchima delle ghiandole esocrine (ossia che riversano il proprio secreto all'esterno del corpo o in cavità comunicanti con l'esterno) ed endocrine (riversanti i secreti nei liquidi corporei interni), in associazione al tessuto connettivo che ne rappresenta lo stroma di sostegno. Questo tessuto costituisce, in particolare, il rivestimento interno ed esterno della maggior parte delle superfici corporee ed è separato dai tessuti sottostanti mediante una membrana basale di natura fibrosa. Altro aspetto caratteristico delle cellule epiteliali è quello di possedere due superfici distinte: una rivolta verso la membrana basale sottostante, detta appunto basale, e l'altra verso il lato superiore dell'epitelio, detta apicale. Quest'ultima presenta spesso specializzazioni funzionali come la presenza di invaginazioni e protuberanze (microvilli o ciglia). Gli epiteli, in genere, non sono percorsi da capillari sanguigni e ricevono il nutrimento mediante diffusione di liquidi interstiziali dai capillari sanguigni dei tessuti sottostanti. Un tipo particolare di tessuto epiteliale è l'epidermide, porzione superficiale della cute, altri esempi sono i rivestimenti della bocca, della cavità nasale, dell'apparato respiratorio, dei canali dell'apparato riproduttore, dell'intestino, della ghiandole (tessuto ghiandolare).

Tessuto nervoso: tessuto (di origine ectodermica) del sistema nervoso capace di generare, ricevere e trasmettere impulsi con la massima efficienza. E' costituito dalle cellule nervose (neuroni) e da cellule di sostegno (fisico e nutritivo) e di protezione (neuroglia o nevroglia o glia o cellule gliali) la cui struttura costituisce una rete nelle cui maglie si trovano cellule nervose e vasi sanguinei capillari.

TIA (Transient Ischemic Attack): ischemia transitoria i cui sintomi si risolvono entro 24 ore. Le TIA possono preannunciare future ischemie più gravi.

Tixotropia, tissotropia (proprietà tixotropiche): etimologicamente tixotropia deriva dal greco "thixis" = tocco e "tropos" = cambiamento. Descrive la capacità di un materiale di mutare reversibilmente la sua struttura molecolare, sotto l'azione di forze deformanti esterne, portandosi da uno stato più denso "gel" a una più fluido "sol" comportandosi così alla stregua di un liquido ossia diminuendo la sua viscosità.

Tono muscolare (basale): grado residuo di leggera contrazione del muscolo a riposo indispensambile per il normale svolgimento di vitali funzioni fisiologiche quali, ad esempio, il mantenimento della postura eretta e il ritorno del sangue venoso al cuore (approfondimento).

Trachea: parte delle vie respiratorie inferiori compresa tra laringe e bronchi costituita da un canale di forma cilindrica appiattito posteriormente, lungo 10-15 cm e con diametro poco superiore ai 2 cm, abbastanza elastico (formato da 15-20 anelli cartilaginei a forma di ferro di cavallo con apertura posteriore), situato lungo la linea mediana davanti all'esofago. All'altezza della IV vertebra toracica la trache si divide in un bronco principale destro e uno sinistro (biforcazione tracheale). Anteriormente alla laringe e alla trachea è presente la ghiandola endocrina tiroide. (immagine).

Trigger point (punto grilletto): zona circoscritta, di muscolo e fascia (banderella palpabile), indurita e alla palpazione (digitopressione) dolente ed evocante dolore miofasciale a distanza nella "target area" (area bersaglio o zona di riferimento), che non segue, di norma, il decorso di un nervo e non coincide col dermatomero relativo. L'origine di questo dolore può essere in rapporto con organi interni (colecisti, polmone, cuore, stomaco ecc.), ma più frequentemente riguarda strutture scheletriche, fasciali e muscolari. Si deve a Janett Travell, nel 1954, ldefinizione dei trigger points (TP) - Immagine mappa trigger point del tronco posteriore.

Trofismo (trofia): stato di nutirzione di un organo otessuto (trofismo o trofia muscolare).

IndiceU

Ultrasuoni: onde meccaniche sonore non udibili dall'orecchio umano (frequenza superiore a 20.000 Hz). Oltre che in ambito industriale, gli ultrasuoni trovano utilizzo in campo medico ad es. nelle ecografie e nell'ultrasuonoterapia.

IndiceV

Valgo (Valgismo): arto o suo segmento che presente una deviazione laterale (verso l'esterno) rispetto al suo asse fiologico (opposto di varo). Immagini: ginocchia valghe, calcagni valghi con piede piatto, alluce valgo.

Vaso: formazione cava (condotto, canale ecc.) in cui scorre un liquido organico (ad es. vasi sanguinei e linfatici) - vedi vascolare.

Varo (Varismo): arto o suo segmento che presente una deviazione mediale (verso l'interno) rispetto al suo asse fiologico (opposto di valgo). Immagini: ginocchia vare.

Vascolare: avente attinenza con i vasi sanguiferi o linfatici.

Vettore - Grandezza vettoriale: grandezza fisica che, a differenza delle grandezze scalari, è definita dai seguenti parametri: valore numerico reale (modulo), direzione e verso e, quando necessario, punto di applicazione.

Viscere: qualsiasi organo interno del corpo umano (es. organi dell'apparato gastroenterico). Viscerale: relativo ai visceri.

Viscoelasticità: proprietà dei materiali che sottoposti a forze deformanti presentano caratteristiche e comportamento intermedi tra quelli plastici e quelli elastici. Una sostanza viscoelastica possiede una componente elastica ed una componente viscosa e pertanto, a differenza dei materiali elastici, dissipa energia sottoforma di calore, a causa dell'attrito interno, quando le viene applicata una forza deformante. Ciò genera un'isteresi nella curva stress-tensione (con l'area del ciclo pari alla perdita di energia) - grafico.
Alcune proprietà dei materiali viscoelastici sono quindi le seguenti:
- se si mantiene costante lo sforzo, la tensione cresce con il tempo (stiramento) - grafico;
- se si mantiene costante la tensione (stiramento), lo sforzo decresce con il tempo (rilassamento) - grafico;
- se si applica un carico ciclico avviene un'isteresi (residuo di deformazione) dovuta a una dissipazione di energia meccanica (intesa come resistenza alla deformazione) - grafico.

Viscosità: resistenza interna di un fluido al cambiamento di forma e allo scorrimento. L'aumento di temperatura comporta nei liquidi una diminuzione e nei gas un aumento di viscosità. La fluidità corrisponde al valore inverso della viscosità.

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