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TAC Tomografia Assiale Computerizzata (TC): in realtà oggi si deve parlare di TC Tomografia Computerizza in quanto l'aggettivo assiale risulta ianppropriato. La TC è infatti un esame radiologico che permette di ottenere immagini tridimensionali (e quindi non più solo assiali) in sezione (tomografia) dell’organo interessato tramite l’emissione di raggi X. In molti casi l'accuratezza dei risultati della TC migliora iniettando in circolo un liquido radio-opaco, solitamente a base di iodio, che permette di ottenere immagini più nitide attraverso un maggior contrasto tra tessuti di diversa natura (muscoli, ossa, liquidi e le singole componenti di ciascun organo). La Tomografia computerizzata è particolarmente utile nello studio delle strutture scheletriche anche se, per le piccole articolazioni (spalla, gomito, polso, mani, ginocchio, piede), è preferibile usare la risonanza magnetica. L'utilizzo della TC diviene indispensabile per analizzare le fratture o i loro esiti (per valutare, ad esempio, la posizione dei frammenti di frattura). Viene inoltre utilizzata per visualizzare gli effetti dei traumi cranici con particolare attenzione alla presenza di eventuali emorragie, in campo oncologico e nella valutazione di aree corporee difficili da indagare come i vasi sanguigni, i linfonodi, i bronchi, le strutture interne del cuore ed il colon (la cosiddetta colonscopia virtuale può essere utilizzata in sostituzione della colonscopia tradizionale). A differenza della RMN, la TC può essere eseguita anche in presenza di pacemaker o defibrillatori interni. Il principale svantaggio della TC è la dose di tuilizzo dei raggi X. Immagine TC colonna vertebrale.
Tendine: struttura connettivale fibrosa per mezzo della quale l'estremità di un muscolo si inserisce su un punto di inserzione (osso, derma, altro ventre muscolare ecc.). Nei tendini sono presenti propriocettori. Immagini: tendine di Achille.
L'infiammazione del tendine si definisce tendinite o, quando coinvolge la guaina tendinea, tenosinovite.
Tessuto adiposo: particolare tipo di tessuto connettivo formato da cellule adipose (adipociti). Esso rappresenta un'importante riserva energetica di grassi (trigliceridi) oltre a proteggere da urti meccanici e sbalzi di temperatura. Il tessuto adiposo inoltre modella la figura corporea (nella donna le riserve adipose si concentrano, non a caso, nelle zone idonee a portare a termine la gravidanza).
Al di sotto della pelle gli adipociti si raggruppano a formare il tessuto adiposo sottocutaneo o ipoderma. Mentre il numero di cellule adipose non può diminuire, essi possono riempirsi o svuotarsi di lipidi essendo quest'ultimi costantemente rinnovati ogni 10-15 giorni. Il numero di adipociti può aumentare da 25-30 miliardi (soggetto normopeso) a 40-100 miliardi (obeso). Esistono due sottotipi di tessuto connettivo:
- bianco o giallo costituito da cellule adipose uniloculari (con un'unica goccia lipidica) ed è il tessuto adiposo più diffuso nell'organismo umano.
- bruno, costituito da adipociti multiloculari, poco presente nell’uomo adulto (mentre è abbondante nel neonato specie a livello del collo e delle scapole) e con esclusiva funzione di produrre calore (è infatti molto rappresentato in mammiferi anche adulti di specie che vanno in letargo).
Tessuto connettivo (connettivale, fasce connettivali): termine generale che indica ogni tessuto (perlopiù di origine ectodermica) che connette e sostiene le varie parti del corpo nonchè le ripara tramite cicatrici. È il tessuto più diffuso, prodoyyo dalle cellule firoblasti e presenta una componente amorfa (sostanza fondamentale) e una fibrosa (fibre soprattutto collagene ma anche elastiche). In realtà la sua funzione fisiologica è di gran lunga più importante e variegata (appofondimento).
Tessuto epiteliale:
tessuto costituito da cellule di forma regolare che aderiscono le une alle altre strettamente per mezzo di numerose giunzioni cellulari. Le cellule che costituiscono il tessuto epiteliale svolgono funzioni di rivestimento (ad es. delle mucose), di assorbimento, di trasporto e di secrezione formando il parenchima delle ghiandole esocrine (ossia che riversano il proprio secreto all'esterno del corpo o in cavità comunicanti con l'esterno) ed endocrine (riversanti i secreti nei liquidi corporei interni), in associazione al tessuto connettivo che ne rappresenta lo stroma di sostegno. Questo tessuto costituisce, in particolare, il rivestimento interno ed esterno della maggior parte delle superfici corporee ed è separato dai tessuti sottostanti mediante una membrana basale di natura fibrosa. Altro aspetto caratteristico delle cellule epiteliali è quello di possedere due superfici distinte: una rivolta verso la membrana basale sottostante, detta appunto basale, e l'altra verso il lato superiore dell'epitelio, detta apicale. Quest'ultima presenta spesso specializzazioni funzionali come la presenza di invaginazioni e protuberanze (microvilli o ciglia). Gli epiteli, in genere, non sono percorsi da capillari sanguigni e ricevono il nutrimento mediante diffusione di liquidi interstiziali dai capillari sanguigni dei tessuti sottostanti. Un tipo particolare di tessuto epiteliale è l'epidermide, porzione superficiale della cute, altri esempi sono i rivestimenti della bocca, della cavità nasale, dell'apparato respiratorio, dei canali dell'apparato riproduttore, dell'intestino, della ghiandole (tessuto ghiandolare).
Tessuto nervoso: tessuto (di origine ectodermica) del sistema nervoso capace di generare, ricevere e trasmettere impulsi con la massima efficienza.E' costituito dalle cellule nervose (neuroni) e da cellule di sostegno (fisico e nutritivo) e di protezione (neuroglia o nevroglia o glia o cellule gliali) la cui struttura costituisce una rete nelle cui maglie si trovano cellule nervose e vasi sanguinei capillari.
Tixotropia, tissotropia (proprietà tixotropiche): etimologicamente tixotropia deriva dal greco "thixis" = tocco e "tropos" = cambiamento, descrive la capacità di un materiale di mutare reversibilmente la sua struttura molecolare) comportandosi alla stregua di un liquido, dinminuendo quindi la sua viscosità, sotto l'azione di forze deformanti esterne.
Tono muscolare (basale): grado residuo di leggera contrazione del muscolo a riposo indispensambile per il normale svolgimento di vitali funzioni fisiologiche quali, ad esempio, il mantenimento della postura eretta e il ritorno del sangue venoso al cuore (approfondimento).
Trachea: parte delle vie respiratorie inferiori compresa tra laringe e bronchi costituita da un canale di forma cilindrica appiattito posteriormente, lungo 10-15 cm e con diametro poco superiore ai 2 cm, abbastanza elastico (formato da 15-20 anelli cartilaginei a forma di ferro di cavallo con apertura posteriore), situato lungo la linea mediana davanti all'esofago. All'altezza della IV vertebra toracica la trache si divide in un bronco principale destro e uno sinistro (biforcazione tracheale). Anteriormente alla laringe e alla trachea è presente la ghiandola endocrina tiroide. (immagine).
Trigger point (punto grilletto): zona circoscritta, di muscolo e fascia (banderella palpabile), indurita e alla palpazione (digitopressione) dolente ed evocante dolore miofasciale a distanza nella "target area" (area bersaglio o zona di riferimento), che non segue, di norma, il decorso di un nervo e non coincide col dermatomero relativo. L'origine di questo dolore può essere in rapporto con organi interni (colecisti, polmone, cuore, stomaco ecc.), ma più frequentemente riguarda strutture scheletriche, fasciali e muscolari. Si deve a Janett Travell, nel 1954, ldefinizione dei trigger points (TP) - Immagine mappa trigger point del tronco posteriore.
Trofismo (trofia): stato di nutirzione di un organo otessuto (trofismo o trofia muscolare).
U
Ultrasuoni: onde meccaniche sonore non udibili dall'orecchio umano (frequenza superiore a 20.000 Hz). Oltre che in ambito industriale, gli ultrasuoni trovano utilizzo in campo medico ad es. nelle ecografie e nell'ultrasuonoterapia.
V
Valgo (Valgismo): arto o suo segmento che presente una deviazione laterale (verso l'esterno) rispetto al suo asse fiologico (opposto di varo). Immagini: ginocchia valghe, calcagni valghi con piede piatto, alluce valgo.
Vaso: formazione cava (condotto, canale ecc.) in cui scorre un liquido organico (ad es. vasi sanguinei e linfatici)
- vedi vascolare.
Varo (Varismo): arto o suo segmento che presente una deviazione mediale (verso l'interno) rispetto al suo asse fiologico (opposto di valgo). Immagini: ginocchia vare.
Vascolare: avente attinenza con i vasi sanguiferi o linfatici.
Vettore - Grandezza vettoriale: grandezza fisica che, a differenza delle grandezze scalari, è definita dai seguenti parametri: valore numerico reale (modulo), direzione e verso e, quando necessario, punto di applicazione.
Viscere: qualsiasi organo interno del corpo umano (es. organi dell'apparato gastroenterico). Viscerale: relativo ai visceri.
Viscoelasticità: proprietà dei materiali che sottoposti a forze deformanti presentano caratteristiche e comportamento intermedi tra quelli plastici e quelli elastici. Una sostanza viscoelastica possiede una componente elastica ed una componente viscosa e pertanto, a differenza dei materiali elastici, dissipa energia sottoforma di calore, a causa dell'attrito interno, quando le viene applicata una forza deformante. Ciò genera un'isteresi nella curva stress-tensione (con l'area del ciclo pari alla perdita di energia) - grafico.
Alcune proprietà dei materiali viscoelastici sono quindi le seguenti:
- se si mantiene costante lo sforzo, la tensione cresce con il tempo (stiramento) - grafico;
- se si mantiene costante la tensione (stiramento), lo sforzo decresce con il tempo (rilassamento) - grafico;
- se si applica un carico ciclico avviene un'isteresi (residuo di deformazione) dovuta a una dissipazione di energia meccanica (intesa come resistenza alla deformazione) - grafico.
Viscosità: resistenza interna di un fluido al cambiamento di forma e allo scorrimento. L'aumento di temperatura comporta nei liquidi una diminuzione e nei gas un aumento di viscosità. La fluidità corrisponde al valore inverso della viscosità.
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