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Sistemi ergonomici: plantari, tutori, bite ecc.
Finalmente fondamenta e tetto adatti a noi

In questa pagina: introduzione - plantari, calzature e pavimenti ergonomici - bite (ortotico) - occhiali e apparecchi acustici - conclusione

L'ergonomia (o scienza del Fattore Umano) ha come oggetto l'attività umana in relazione alle condizioni ambientali, strumentali e organizzative in cui si svolge. Il fine è l'adattamento di tali condizioni alle esigenze dell'uomo, in rapporto alle sue caratteristiche e alle sue attività. I sistemi ergonomici sono oggetti, servizi e ambienti che perseguono l'obiettivo dell'incremento del benessere e della qualità della vita, fungendo da ideali interfacce uomo-ambiente.

Come la moderna posturologia ha dimostrato, l'uomo mal si adatta al terreno piano. A causa di ciò, col passare del tempo, possono scaturire diverse alterazioni del sistema tonico posturale in grado di provocare problematiche a livello muscolo-scheletrico e organico.
Oggi grazie al lavoro di equipe, nell'ambito della biomedica posturale, e alla tecnologia avanzata, è possibile realizzare, tramite l'esame posturale ergonomico-antropometrico-biomeccanico, dei plantari, calzature e pavimenti ergonomici personalizzati o funzionalmente destabilizzanti (approfondimento), in grado di fungere da ideale interfaccia piede-terreno piano.
I sistemi ergonomici plantari agiscono direttamente a livello degli esterocettori cutanei e propriocettivi del piede, unico e fondamentale punto fisso di relazione dell'ambiente esterno nostro sistema dell'equilibrio (sistema tonico posturale). In questo modo, essi consentono al sistema tonico posturale, trovandosi ora su un terreno ideale, di modificare istantaneamente il reclutamento muscolare, e quindi la struttura miofasciale, guidando il corpo, tramite nuovi schemi motori (engrammi), in una postura più funzionale.
La concezione e quindi le caratteristiche dei plantari e calzature ergonomici sono del tutto differenti dai plantari e calzature ortopediche che agiscono esclusivamente a livello del piede disinterassandosi della postura. Il plantare ergonomico invece ha come obiettivo il ripristino della corretta fisiologia del piede portando il baricentro generale della persona, in statica e in deambulazione, quanto più vicino possibile alla sua posizione ideale.
Risulta evidente come la progettazione di tali sistemi ergonomici debba essere quanto mai accurata, così come la scelta dei materiali di fabbricazione. Essi andranno inoltre periodicamente controllati e modificati secondo l'evoluzione posturale in corso.
Infine, afinche i plantari ergonomici possano svolgere al meglio il loro compito, risulta indispensabile la loro applicazione all'interno di scarpe idonee, che solo in casi particolari saranno speciali scarpe ergonomiche, per il corretto periodo di utilizzo.
Un discorso a sè va fatto per le calzature con suola naturale ossia in grado di simulare il terreno naturale, quali ad es., le scarpe MBT, le quali possiedono peculiariarmente una speciale suola in grado di simulare un terreno morbido naturale. Esse cioè stimolano l'organismo a ripristinare in maniera naturale una migliore postura in statica e dinamica.
Un'ulteriore evoluzione dei sistemi ergonomici podalici è rappresentata dai pavimenti ergonomici quali il tappeto ergonomico kybun (kyBounder), che presenta anch'esso il vantaggio di annullare gli effetti negativi del pavimento piano con in più l'ulteriore benefit di consentire al piede di essere completamente libero da costrizioni; notevoli sono pertanto i benefici a livello posturale, circolatorio e quindi del benessere generale (approfondimento e video).
Date le loro peculiarità, plantari, calzature e pavimenti ergonomici sono in grado di svolgere un ruolo determinante all'interno del programma di rieducazione posturale, oltre che a livello preventivo, sportivo ecc., spesso in sinergia con l'applicazione del bite (approfondimento).

Se i nostri piedi rappresentano le nostre fondamenta, il nostro apparato stomatognatico, con le sue funzioni di masticazione, fonazione è deglutizione, è il nostro tetto. Esso è integrato in maniera importante nel sistema posturale sul quale ha grosse influenze. A causa della crescita su un terreno innaturale, malocclusioni e disfunzioni della muscolatura masticatoria sono molto frequenti. Questi sono in grado sia di provocare profondi squilibri posturali sia di ostacolare il lavoro di riallineamento posturale del plantare ergonomico. Per questo motivo, spesso il protocollo di trattamento prevede l'utilizzo di uno specifica placca occlusale o bite o splint che agisca in sinergia col plantare ergonomico. Questo tipo di bite andrà pertanto applicato di giorno insieme ai plantari e consentirà una completa evoluzione della rieduzione posturale. Al contrario, un mancato utilizzo dell'apposito bite, nei casi in cui è necessario, potrà comportare un accumulo di tensione muscolare a livello cervico-dorsale dato dalla resistenza del blocco superiore (apparato stomatognatico disarmonico) alla spinta riposizionante dei sistemi podalici ergonomici.
Normalmente, fra le diverse tipologie di bite, risulta preferibile l'ortotico (i bite di svincolo sono indicati in genere per l'utilizzo nel breve periodo a inizio cura).
Il bite deve comunque rispondere a precisi requisiti tecnici e clinici e viene progettato dall'odontoiatra o medico esperti in gnatologia, tramite specifici esami strumentali (esame kinesiografico, elettromiografia di superficie, baropodometria, BAK e Formetric ecc.). Al pari dei plantari ergonomici, il bite andrà corretto, durante i controlli periodici (ogni due mesi circa), seguendo le modifiche graduali posturali, fino a giungere alla correzione definitiva, secondo un protocollo e un programma di rieducazione posturale personalizzato. La complessità del nostro sistema posturale richiede anche qui massima precisione e professionalità (approfondimento).

Per completezza occorre dire che in presenza di problemi di vista e di udito, gli appositi dispositivi correttori (occhiali e apparecchi acustici) fungono in realtà anch'essi da sistemi ergonomici eliminando probabili alterazioni posturali conseguenti (rotazioni e inclinazioni anomale della testa con le influenze che ne derivano su tutto il corpo). Da qui l'importanza di controlli e corretto utilizzo di occhiali e apparecchi acustici (eventualmente associati a specifiche ginnastiche di rieducazione visiva, ortottica, o vestibolare) in caso di necessità.

In conclusione, grazie ai sistemi ergonomici si potrà ottenere un costante miglioramento sia della parte dolente/problematica che generale, in contemporanea a un migliorato aspetto estetico.
L'effetto dei sistemi ergonomici è velocizzato e facilitato se viene eseguito, in contemporanea, un programma di rieducazione posturale personalizzato, come descritto nel prossimo capitolo.

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Pagina aggiornata il 16/12/2007
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