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Il tatto e il massaggio del bambino (infantile)
Il senso più importante

Come abbiamo visto nel precedente capitolo, per tutte le civiltà il massaggio ha rappresentato la prima arte medica. D'altronde non poteva essere che così essendo il massaggio legato al tatto, il primo senso a svilupparsi durante la nostra vita intrauterina. Infatti, già a otto settimane di vita, quando l'embrione nell'utero è lungo appena tre centimetri e non possiede ancora né occhi né orecchie, è sufficiente un superficiale sfioramento delle sue labbra perché lui reagisca allontanando la testa; da allora in poi il tatto resterà per noi un bisogno vitale. Secondo i principi dell'embriologia, una funzione vitale è tanto più importante quanto più precocemente si sviluppa.
Dal tatto dipende la coscienza di noi stessi e la percezione del mondo intorno a noi.

Nella vita intrauterina tutte le cellule hanno esperienza di contatto, per tutto il tempo di tale periodo veniamo continuamente avvolti da un massaggio caldo e dondolante. Lo stesso parto naturale, cosa è se non un massaggio profondo? In altre parole, riceviamo, durante la vita fetale, un vero e proprio imprinting, un condizionamento neuroassociativo, che ci lega ad un massaggio calmo, caldo, dondolante e avvolgente. Il futuro dell'adulto, i suoi comportamenti, la sua salute saranno per sempre legati a queste forti esperienze prenatali. Non a caso, le mamme indiane, molto intelligentemente, massaggiano i propri figli tutti giorni per i primi due anni di vita.

Le ricerche sul comportamento dei bambini dimostrano che, potendo scegliere tra il cibo e un contatto rassicurante, la maggior parte opta per la seconda possibilità. Il dottor L. Lipsitt, della Brown University (New York), ha condotto esperimenti su gemelli prematuri posti in incubatrici, sottoponendo uno dei neonati a stimoli supplementari, per dieci minuti al giorno, toccandolo, coccolandolo e parlandogli. In seguito, si è potuto constatare che, all’età di quattro mesi, il gemello sottoposto a stimoli presentava una netta superiore capacità di apprendimento. Il medico americano David Sobel ha dimostrato, tramite due trial controllati, che accarezzare e massaggiare i bambini prematuri, tre volte al giorno per dieci giorni, li ha fatti crescere del quasi 50% in più rispetto a quelli curati solo medicamente.

Da tutto ciò si può dedurre l'importanza del massaggio infantile ovvero dei massaggi del bambino e, in senso più generale, del contatto della mamme verso il proprio bimbo.
Nel prossimo capitolo tratteremo di stress e massaggio (massaggio antistress).

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Pagina aggiornata il 16/12/2007
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