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Bevande alcoliche (vino, birra, apertitivi ecc.)
Le caratteristiche e le più recenti indicazioni nutrizionali

L'alcol diminuisce l'aggregazione piastrinica del sangue limitando formazioni di coaguli e trombi. 40g di alcol/giorno (300 ml di vino) per l'uomo e 20 g per la donna diminuiscono il rischio di coronopatie del 30%. Se bevuto in eccesso è in grado di provocare seri danni al fegato, dove ha i maggiori effetti (steatosi, epatite e cirrosi), allo stomaco (gastriti per eccesso di produzione di acido cloridrico), ha un effetto deprimente sul sistema nevoso centrale con attenuamento dei freni inibitori e appannamento dei riflessi (il 50% degli omicidi e il 25% dei suicidi vengono eseguiti sotto l'effetto dell'alcol), crea una vasodilatazione periferica (sottrae sangue a cuore e muscoli causando stanchezza e raffreddamento) e aumento il colesterolo ematico. E' quindi buona norma evitare il consumo di superalcolici e liquori.

L'assunzione moderata di vino rosso insieme a frutta e verdura è associata a minor mortalità per malattie cardiache e ictus, grazie all'apporto di antiossidanti (carotenoidi, tocoferoli, acido ascorbico, flavonoidi) che agiscono in modo sinergico. Il vino rosso determina una maggiore stabilità del plasma e delle LDL (colesterolo cattivo) contro l'ossidazione e aumenta la presenza di HDL (colesterolo buono).
Infine, il vino è il prodotto alimentare che subisce le maggiori sofisticazioni; quindi è importante che l'origine sia controllata. Come conservante per legge è permessa solo l'anidride solforosa (SO2 ) che nei vini bianchi è presente in quantità superiore, al limite della tolleranza legale, in quanto hanno meno protezioni naturali.

La birra, al contrario, è una delle bevande meno adulterate e contiene, di norma, un grado alcolico inferiore ai vini.

Gli aperitivi alcolici, nella maggior parte dei casi, derivano da alcol industriale rettificato tramite aggiunta di additivi.
Terminata la trattazione delle varie tipologia alimentari, nel prossimo capitolo vedremo come combinare correttamente gli alimenti.

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Pagina aggiornata il 01/01/2008
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